In politica saper distinguere le palle sarebbe già qualcosa
Share
Qualcuno dovrebbe spiegare alla sindaca di Genova Silvia Salis che, per quanto si rassomiglino, la palla del martello da lanciatore, che lei ha utilizzato spesso in gare sportive, è un po’ diversa da quella che utilizzano le aziende demolitrici
*****
Non avremmo mai immaginato che un giorno – noi, incalliti liberalconservatori! – avremmo potuto spezzare, sebbene indirettamente, una lancia a favore di un segretario del Pd, di Elly Schlein in particolare che, poveretta, in questi ultimi mesi vede la sua leadership nel campo largo insidiata – oltre che da Giuseppe Conte – dalla bella sindaca di Genova Silvia Salis. Questa giovane signora, infatti, non fa mistero (anche se non lo dichiara apertamente), di puntare a scalzare la Elly nazionale da segretaria del Pd e, obiettivo molto più ambizioso, sostituirla come aspirante premier per le politiche del 2027. E sta perseguendo tale obiettivo con un certo metodo, bisogna riconoscerglielo. Tra l’altro, Silvia Salis è coniugata con un regista e produttore cinematografico, pertanto non crediamo manchi la regia e la strategia per proporsi all’opinione pubblica oggi e ai futuri elettori domani. A oggi, si sono già occupate di lei Vanity Fair Italia, con un’intervista e foto da star in copertina, The Guardian e l’agenzia Bloomberg News che le hanno dedicato ampi ritratti ed approfondimenti dove, in verità, non v’era molto da approfondire.
Siccome non siamo soliti criticare qualcuno che non la pensa come noi per partito preso, siamo andati a dare un’occhiata al curriculum della sindaca piddina di Genova: vuoi vedere – abbiamo pensato – che la bella ragazzotta ha esperienze, qualità e titoli per soddisfare certe ambizioni e noi non li conosciamo? Ebbene, questa è la sintesi della nostra ricerca: ex lanciatrice del martello, laureata in Scienze Politiche, ha vinto dodici titoli italiani ed è stata vice presidente vicaria del Coni. Ma nelle competizioni internazionali non è mai andata oltre il 3° posto nel migliore dei piazzamenti. Un tale background è sufficiente per poter aspirare a guidare il maggior partito d’opposizione e, peggio ancora, un Paese di sessanta milioni di abitanti in un periodo tra i più difficili e pericolosi nella storia del mondo? Ma la risposta a questa domanda l’ha data, indirettamente, la stessa interessata la quale, a quanto pare, pensa di poter fare le scarpe ad Elly da sinistra e non, invece, andando a conquistare quegli elettori che sono il vero punto debole della segretaria piddina: i moderati.
La Salis ligure ha, infatti, appoggiato una mozione della Sinistra-sinistra come Avs volta a introdurre nel Comune di Genova restrizioni alla pubblicità di quelle aziende che, in mancanza di altro, utilizzano fonti fossili per le loro attività. Lo stile della mozione – com’è solita fare la Sinistra quando vuole metterlo a quel posto a qualche categoria produttiva – è rassicurante e, soprattutto, politically correct, perché vorrebbe impegnare l’amministrazione comunale a valutare la possibilità di adottare una regolamentazione della pubblicità per “… prodotti e servizi a base di combustibili fossili con un’elevata impronta di carbonio…” ma parla anche di “…premialità per le pubblicità di modelli di sviluppo sostenibili”. Come dire, senza dirlo chiaramente, che le aziende non in grado di adeguarsi all’ennesimo diktat delle follie ambientaliste delle sinistre, non otterranno premialità, nel senso che l’amministrazione comunale genovese gli farà il culo in fatto di sgravio d’imposte.
Ebbene, sorvolando sul fatto che, anche a Genova, la Sinistra guidata dalla bella ragazzotta del martello mai olimpico non è riuscita che ad agitare la sua solita fissa – tasse, tasse, tasse e ancora tasse – ci chiediamo se non sia un po’ criminale, in pieno marasma economico globale, bandire le pubblicità relative, per esempio, a voli aerei e crociere marittime, lucrose attività di una città di mare e capitale di un territorio storicamente meta di vacanze con arrivi e partenze da e per tutto il mondo. Volendo espandere il concetto, ci sentiamo autorizzati a pensare che nell’ipotesi (che auspichiamo remota) la signora Salis divenisse premier anche con l’aiuto di Fratoianni e Bonelli di Avs, per mancanza di premialità dovrebbero chiudere la maggior parte delle agenzie pubblicitarie delle compagnie aeree e società di navigazione dell’intera Italia che già adesso sono nella cacca a causa della chiusura dello stretto di Hormuz.
Senza contare il fatto che nel nostro Paese – che si trova in mezzo al Mediterraneo – esistono decine di compagnie di navigazione, tra grandi gruppi internazionali, traghetti regionali e operatori nel settore crocieristico dove operano circa 48 società diverse che ogni anno riversano milioni di turisti nei porti e città italiane. Tra le principali compagnie figurano Msc Crociere, Grimaldi Lines, Moby, Tirrenia, Grandi Navi Veloci, Corsica Ferries, Liberty Lines, Caronte & Tourist, Liberty Lines, Alilauro e Adria Ferries. Silvia Salis riesce almeno a immaginare il danno d’immagine e di cassa che ne riceverebbero tali compagnie – che impiegano migliaia di lavoratori di settore – se venissero penalizzate le pubblicità di riferimento?
Sicché noi, che pensavamo di aver già visto il peggio e il vuoto della politica italiana con le metafore, gli accademismi e le circonvoluzioni di Elly Schlein, ci siamo dovuti ricredere perché il rotolamento della Sinistra italiana verso posizioni sempre più estremiste anche in fatto di regole economiche suicide e di gabelle devastanti è, ormai, come quello di una pallina su di un piano inclinato: aumenta esponenzialmente di velocità man mano che si propongono sulla scena nuovi (presunti) leader. Forse qualcuno dovrebbe spiegare alla sindaca di Genova che, per quanto si rassomiglino, la palla d’acciaio del martello da lanciatore è un po’ diversa dalla palla che utilizzano le aziende edili per demolire vecchie abitazioni. E, stante gli esordi, pare che per quanto lei non sia stata stratosferica col primo martello, promette di esserlo col secondo, ovvero quello della demolizione.
A questo punto, a costo di correre il rischio di andare a finire nell’ottavo cerchio dell’inferno di Dante assieme ai bugiardi, vogliamo esprimere un auspicio dettato dalla disperazione: Elly per sempre!
(Copertina di Donato Tesauro)
Potrebbe interessarti anche Siamo arrivati al tramonto?


