Una volta i media le notizie le davano, adesso le nascondono
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Nel giro di pochi giorni, molti media del fronte cosiddetto progressista hanno “trascurato” due notizie: una che ha mandato in frantumi l’assioma Hamas patrioti – israeliani genocidi, l’altro che vuole Maurizio Landini disinteressato protettore dei lavoratori
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Non senza un certo stupore, stante alcuni precedenti di strabismo, abbiamo appreso che la segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard, (dopo un anno che se ne parlava), ha reso pubblico un rapporto di 173 pagine che – finalmente in modo equidistante – getta una nuova luce sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Hamas (Brigate Al-Qassam), con le Brigate Al-Quds e le Brigate dei martiri di Al-Aqsa, durante e dopo gli attacchi lanciati contro Israele il 7 ottobre del 2023. Senza parlare, aggiungiamo noi, della partecipazione, a tali crimini, di una parte di quella “popolazione innocente” palestinese che, a partire da quel giorno di due anni fa, si è resa anch’essa responsabile di gravi violazioni a danno degli ostaggi israeliani.

Sicché, essendo emerso a chiari lettere da un’inchiesta che «…Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno mostrato un abominevole disprezzo per la vita umana», l’organizzazione per la difesa dei diritti umani ha chiesto alla Corte Penale Internazionale dell’Aia di concludere nel più breve tempo possibile le sue indagini, senza sosta e con piena imparzialità, includendo il genocidio e il crimine contro l’umanità di apartheid da parte israeliana, così come per i crimini commessi dai gruppi armati palestinesi. Insomma, un colpo alla botte e un altro al cerchio, ma è già qualcosa visto che parliamo di Amnesty International, un’organizzazione spesso in combutta con la sinistra globalista.
Questa la nostra sintesi delle cose dette dalla segretaria generale: «Le vittime delle atrocità in Israele e nel Territorio palestinese occupato meritano una giustizia autentica […] Questo significa non solo vedere i responsabili processati e condannati, ma anche assicurare rimedi effettivi e sviluppare garanzie di non ripetizione […] Questi sono passi cruciali verso una pace e una sicurezza che durino nel tempo».
La “Società di servizi Cgil Sicilia srl”, creata dal sindacato di Maurizio Landini per gestire i Caf siciliani, è fallita lasciando dietro di sé una voragine da sei milioni di euro oltre a una gestione dei conti e del personale che vi lavorava, che definire antisindacale e tribale sarebbe un caritatevole eufemismo. Eppure, mentre scriviamo queste cose, il segretario delle CGIL è alla testa del suo sindacato in piazza per lo sciopero generale contro la manovra finanziaria, ancora in itinere, peraltro, a parlare (non sappiamo con quale faccia…) d’imprese, di salari, di contributi e di legalità.

Chi ci legge starà certamente pensando: ma che cazzo c’entra il rapporto di Amnesty International sui crimini di Hamas con la CGIL e con Landini? C’entra, c’entra nella misura in cui la maggior parte dei media del sistema che si definisce progressista ha relegato queste due notizie nelle pagine interne o non ne ha parlato per niente. Perché? Perché, nel giro di una quindicina di giorni, il fronte progressista (che già sta per perdere i noti giornali fiancheggiatori del Gruppo Gedi), si è visto mandare in frantumi anche la narrazione costruita assieme ai movimenti di piazza, organizzati con i proPal e gli antagonisti negli ultimi due anni, e ha visto arrugginirsi l’assioma Hamas patriottica – israeliani genocidi, come anche CGIL integerrima protettrice dei lavoratori – governo loro nemico. Ahi loro, il vero nemico dei lavoratori italiani è Maurizio Landini che, per l’ottava volta dall’inizio dell’anno, lo scorso venerdì ha proclamato uno sciopero generale praticamente fallito, perché i lavoratori hanno capito bene quali sono le sue reali mire politiche: uno strapuntino in Parlamento con la Sinistra.
E, mentre questo accade, i diversi giornalisti appartenenti alla S.S. (Sinistra Sfacciata…), ogni giorno e in tutte le trasmissioni televisive possibili, ci vengono a parlare del governo liberticida di Giorgia Meloni tenuto a bada da loro, i guardiani della libertà degli italiani. Una libertà che, in tutta evidenza, nessuno sta minacciando se non la loro stessa concezione di stampo marxista-leninista, secondo la quale i media devono essere asserviti al Partito Comunista (che in Italia non è mai morto) per realizzare la lotta di classe. Con un secolo di ritardo. Ma che cosa volete farci, a Sinistra neppure i Rolex sono più affidabili.
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