I rivoluzionari dei capi griffati e la Polizia ingrifata
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L’idea di multare i genitori di quei minori dediti alla violenza e al saccheggio, contenuta nell’ultimo decreto sicurezza del governo, la troviamo giusta perché anch’essi, volente o nolente, sono complici. Infatti, di genitori che siano andati a restituire quanto rubato dai loro figli nei negozi milanesi nel corso dello scorso weekend non ci è pervenuta alcuna notizia
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Posto che non si può guardare la sinistra italiana, che oggi finge di preoccuparsi per le violenze pseudo-studentesche dopo averne creato i presupposti storici, politici e operativi, il sacco di Milano dei giorni scorsi ha insegnato tre cose: gli immigrati di seconda generazione non si sono integrati, anzi, l’ondata di follia delinquenziale che – piaccia o meno ai benpensanti – li vede maggioritari trascina con sé individui sempre più giovani, e i disordini sulle piazze stanno seguendo una diversa strategia rispetto al passato. Infatti, realizzato che un gran numero di persone è più gestibile dalle forze dell’ordine se si concentra in una sola zona, essi, ormai, si danno alla violenza e/o al saccheggio in gruppi sparsi sempre più piccoli, partendo dal fondato presupposto che Polizia e Carabinieri non sono in grado d’impedire i disordini parcellizzati in una grande città come Milano.
Ma, a farci scendere il morale sotto i tacchi durante il fine settimana di volenza predatoria, non è stata tanto la follia nichilista degli adolescenti-rivoluzionari con la passione per i capi griffati, quanto una costatazione: le forze dell’ordine hanno paura! A Milano, infatti, le abbiamo viste arretrare di fronte all’orda dei violenti, invece di contrastarli con cariche e manganellate… i loro manganelli pendenti dalle cinture come il flaccido bigolo di un sistema impotente erano davvero deprimenti. Nella circostanza è stato moscio perfino il getto delle auto-idranti per evitare, forse, che qualche delinquente in erba si prendesse una bronchite e, per questo, essere messi sotto inchiesta per delitto colposo contro la salute pubblica dall’immancabile magistrato immaginifico che, tra l’altro, prende cinque volte lo stipendio di un poliziotto.
Che cosa sta succedendo a Polizia e Carabinieri? Dopo secoli di abnegazione e di eroismi sono diventati dei cagasotto? Loro certamente no, ma la classe politica lo è di certo, oltre che ipocrita, bugiarda e irresponsabile. Sì perché, quando le forze dell’ordine vanno in piazza a contrastare i disordini e la violenza rischiando la vita, il vero pericolo non lo hanno di fronte ma alle spalle, come dire il Quirinale di Mattarella (quello che «Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento»), le sinistre che parteggiano per le piazze violente e, come abbiamo suaccennato, i magistrati. Ma dai fatti di Milano in poi, sono proprio i politici e magistrati a doversi porre qualche domanda: quanto potrà reggere lo stato di diritto in un sistema dove la legge s’interpreta invece di applicarla? Quanto potranno ancora durare quei sistemi di potere sempre pronti a realizzare tutto quanto vuole l’Europa, tutto quanto vuole la Nato, tutto quanto vuole la Bce, tutto quanto vogliono le agenzie di rating, e mai quello che vogliono i cittadini?
In verità, da questo governo conservatore ci saremmo aspettati qualcosa di più sulla sicurezza ed a favore delle forze dell’ordine e, invece, fino ad oggi si è distinto per enunciazioni di principio, per attestazioni di solidarietà e nulla di più. Come dire fuffa e demagogia. Anche l’ultimo decreto sicurezza sulla criminalità minorile ne è intriso. Ad esempio, vi si prevede l’arrivo a Milano di un Battaglione di paracadutisti, a far cosa non si capisce dal momento che l’oracolo del Quirinale ha stoppato l’ipotesi di conferire ad essi i poteri di polizia giudiziaria. Come dire che i militari di strade sicure continueranno a fare ciò che hanno fatto fino ad oggi, ovvero le belle statuine in mimetica e pure loro col manganello floscio in bella vista.
Anche le altre misure contenute nel decreto non è che siano proprio rivoluzionarie, come la stretta sui minorenni perché, pare di capire, che d’ora in poi anche per loro sarà possibile il fermo preventivo, mentre dai 14 anni in su saranno addirittura imputabili come gli adulti. Poi, nel decreto spunta qualche aggravante qua e là in materia di saccheggio e devastazione, multe pecuniarie per minori e genitori in caso di danneggiamento durante i cortei e, ops, il nulla è servito, mentre i ragazzotti ci hanno preso gusto a rompere tutto, a depredare capi griffati che in condizioni normali non potrebbero permettersi. Bisogna anche aggiungere che l’idea di multare all’occorrenza anche i loro genitori la condividiamo, perché, volente o nolente, anch’essi sono complici. Infatti, non sappiamo di nessun genitore che sia andato a restituire, giusto per fare un nome, alla boutique “Off White” di Milano i capi rubati dai loro figli domenica scorsa, come abbiamo chiaramente e direttamente documentato sulla nostra pagina Facebook.
E, comunque, per rianimare il depresso spirito operativo dei poliziotti, invece di sculettare improvvidamente con provvedimenti-cartolina, il governo farebbe bene a coprir loro le spalle con la magistratura, invece di fare esercizi di politically correct sul loro sedere, come, ad esempio, rendere disponibili subito i 117 milioni di euro di straordinario che aspettano da un anno, e i 25 milioni necessari per gli alloggi degli agenti in mobilità e missione. Perché è già duro fare un lavoro di merda avendo tutti contro, ma doverlo farlo pure gratis farebbe girare le palle perfino a un eunuco. A riguardo, provoca una certa tristezza apprendere che, mentre le forze dell’ordine sono con le pezze al culo, il Consiglio di Stato (magistrati…) ha decretato di corrispondere a se stesso e alla magistratura ordinaria un miliardo in ricalcolo di stipendi e relativi arretrati. Lo ha fatto legittimamente, per carità, ma anche inopportunamente stando i tempi grami per tutti.
Ma non vogliamo segnalarci soltanto come i ragionieri di Polizia e Magistratura, pertanto, chiudiamo con l’ennesima esortazione-lezioncina di Mattarella: «Non solo emergenza, ai giovani si guardi con ampia visione». Signor presidente, per come la vediamo noi, sarebbe già un passo avanti guardare ai giovani con un minimo di onestà intellettuale, allargando le braccia e i cordoni della borsa per i più meritevoli di sostegno, capaci o disagiati che siano. Anche se, non per criticarla, dubitiamo che lei possa capire ciò che intendiamo dire essendo nato in una famiglia che campa di “politica ereditaria” da quasi ottant’anni.
(Copertina di Donato Tesauro)
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