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Adesso la vogliono anche ispettore del lavoro

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la Giorgia Meloni
Purtroppo, nel Paese dei lacchè ansiosi di servire un padrone, può succedere che un giornale, nel caso la Repubblica, per fare un piacere alla Sinistra e mollata per qualche ora la clava del fascismo del governo, abbia tentato di far passare la presidente del Consiglio anche come un capo cantiere edile omissivo

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È da almeno tre anni – da quando il Centrodestra è al governo – che la Sinistra e i suoi consociati vanno gridando sul pericolo del ritorno del fascismo, la cui ducessa (giusto per essere un po’ woke…) manco a dirlo, sarebbe Giorgia Meloni. Il ridicolo è che, coloro i quali sostengono questa cazzata, poi vanno all’estero a parlar male del loro Paese dopo di che se ne ritornano tranquillamente a casa; l’indomani mattina si recano ad accompagnare i figli a scuola, poi si recano al lavoro e, magari, la sera se ne vanno a far casino in piazza, assieme a maranza e black bloc perché, sostengono, bisogna fermare il fascismo. Ma scusate, vorremmo dire a costoro e ai pirloni che ancora gli danno credito, se in Italia opera un governo fascista, com’è che la Gestapo meloniana non viene mai ad arrestarvi per condurvi nei famigerati Ccas – Campi Concentramento Autori Stronzate? Possibile che in Europa e nel mondo nessuno si è ancora accorto della fascistizzazione dell’Italia e, anzi, additano il governo di Giorgia Meloni come un esempio di saggezza amministrativa, di solidità politica e di efficienza?

Purtroppo, nel Paese dei lacchè ansiosi di servire un padrone, può succedere che un giornale, nel caso la Repubblica, per fare un piacere alla Sinistra e mollata per qualche ora la clava del fascismo del governo, abbia tentato di far passare la presidente del Consiglio anche come un capo cantiere edile omissivo. Ci spieghiamo meglio. Lo scorso 6 novembre il quotidiano di proprietà della famiglia Agnelli-Elkann ha titolato “Operai al lavoro senza casco sui ponteggi di Palazzo Chigi – Va capito come mai, in un palazzo della presidenza del Consiglio, gli operai si arrampichino su un’intelaiatura, fino al tetto, senza un copricapo protettivo”. Un piccolo dettaglio: l’immobile in fattispecie non è di proprietà della presidenza del Consiglio ma di un soggetto privato contiguo. Tuttavia, nonostante non c’entrasse niente, la presidenza del Consiglio ha segnalato alla proprietà dell’immobile la necessità di rispettare rigorosamente le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e, per competenza, ha informato dell’accaduto le autorità preposte.

Prima i sassi nel fiume Adige in secca di Angelo Bonelli, che ne accusò Giorgia Meloni appena un anno dopo il suo insediamento, e adesso la segnalazione della presunta inosservanza sulla sicurezza del cantiere attribuito a Palazzo Chigi dal quotidiano la Repubblica senza prima aver fatto qualche straccio di verifica, come si converrebbe a un giornalismo serio. Siccome ci risulta che il livello dell’Adige sia nel frattempo tornato ai livelli normali (nello scorso mese di giugno era addirittura in piena), perché magari la Meloni ha fatto la danza del sole, che grazie a lei gli italiani incarcerati all’estero ritornano a casa, che l’immigrazione selvaggia sta tentando di arginarla, che i fondamentali economici del Paese sono nettamente migliorati e che gli operai del cantiere in questione hanno indossato i caschi su input della sua presidenza, siamo autorizzati a pensare che quel donnino biondo che abita a Palazzo Chigi faccia davvero onore alla capacità multitasking delle donne.

Per finire una riflessione e un paio di domande alla sinistra mediatica-giudiziaria-politica: vi state rendendo conto che Giorgia Meloni esiste e resiste perché la maggioranza degli italiani ha capito che, mentre voi l’attaccate sgangheratamente anche sulle cose mai accadute, lei è impegnata a risolvere i problemi che da anni angustiano il nostro Paese anche per colpa vostra? Siete capaci di realizzare che, con i vostri continui e pretestuosi attacchi (che si rivelano quasi sempre degli autogol) la state trasformando nella perseguitata mamma d’Italia? Di questo passo al governo e nei potentati economici e mediatici non ci ritornerete mai più finché lei rimarrà in politica. Almeno non per il tramite delle urne. E il solo fatto che un’evenienza del genere la mettiamo in conto, dovrebbe far capire agli intellettualmente onesti dove si annida veramente il pericolo fascista in questo Paese.

(Copertina di Donato Tesauro)

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