Siamo arrivati al tramonto?
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Donald Trump, la Chiesa ed Elly Schlein sono, ognuno per la propria parte, l’emblema del dissolvimento dell’Occidente e soprattutto della Chiesa, che è messa così male da dover pensare di re-evangelizzare se stessa per riuscire a sopravvivere qualche altro mezzo secolo, come istituzione spirituale, sotto l’incalzare galoppante dell’islamismo e del relativismo
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Quando la Sinistra vuole avvelenare il clima politico e agitare le piazze, la sua tecnica è sempre la stessa: tira fuori dal cilindro un’accusa di attentatore della Costituzione o di fascista da appioppare all’avversario di turno e così, oltre a sentirsi moralmente giustificata a non rispondere sul merito delle questioni sul tappeto, pesca pure consenso tra le frange estreme delle quali, peraltro, rischia a breve di finir prigioniera. Andando più nello specifico, rileviamo che la pesca della Sinistra, almeno in Italia, avviene in quello che è definito deep state in compagnia di strani alleati. Parliamo degli occupatori seriali di case e di caseggiati altrui (non è una coincidenza che la madonna pellegrina di costoro militi nel suo campo) e tra coloro che barattano il voto con la speranza del reddito di cittadinanza, o che vorrebbero asservire la libertà di espressione alla censura delle ideologie, o che concepiscono la Magistratura non come linda arbitra di giustizia per tutti, ma come fiancheggiatrice esterna. E sinceramente non saprei dire per chi sia più devastante un simile connubio: per la Destra, per la democrazia o per la stessa magistratura.

Il prototipo della competenza di questo tipo di rassemblement italiano è la segretaria del Pd, Elly Schlein, che qualche giorno fa ne ha dato un’altra dimostrazione al vertice della Global Progressive Mobilization di Barcellona, dove ha dettato la ricetta per una forza tranquilla che governi il mondo: «Pace e uguaglianza per battere le destre nazionaliste – No alla guerra – Elon Musk si arricchisce mentre Trump e Meloni bloccano il salario minimo» (loro che con la Cgil hanno firmato contratti da 5 euro l’ora…). Ovviamente, non potevano mancare i suoi richiami all’attualità, alla maniera di Elly però, perché mentre da un lato ha invocato la pace, dall’altro si è detta contraria al progetto dei Paesi volenterosi, tra i quali l’Italia, di andare a sminare lo Stretto di Hormuz pacificamente perché, secondo lei «…manca la precondizione, che è un accordo di pace. Non basta una tregua fragile». Qualcuno dovrebbe spiegare all’ineffabile segretaria del Pd che la pace, qualsiasi pace, inizia sempre con delle tregue, magari fragili, nei combattimenti. Insomma, la Elly nazionale, che non ha la minima idea ed esperienza di come muoversi utilmente sullo scacchiere nazionale e internazionale in un momento così complesso e delicato, ne ha avuto per tutti con le solite frasette e slogan populisti che, sezionati uno a uno, non significano assolutamente un cazzo. Ma questo pochi giornalisti hanno il coraggio di scriverlo.
Purtroppo, la Sinistra italiana, che magari un tempo sarà stata pure trinariciuta ma almeno aveva il senso del ridicolo, dalla morte del segretario e presidente del Pci, Luigi Longo, ha progressivamente perso pure quello. Chi scrive ha fatto in tempo a vedere degli striscioni affissi sulla facciata dell’ex manicomio giudiziario di Aversa da un’organizzazione di medici che si definiva “Psichiatria Democratica”. Come dire che negli anni Settanta del secolo scorso, nel nostro Paese, esistevano pazzi democratici e pazzi antidemocratici, come oggi esiste una “Magistratura Democratica” e, di converso, immaginiamo che esista anche una Magistratura antidemocratica. Questo significa che, qualora dovesse andare a processo, il cittadino italiano dovrebbe compiere un atto fideistico prima ancora di scegliersi l’avvocato: affidarsi a San Michele Arcangelo che, dicono, sia il patrono della giustizia giusta. Come se ne esce da tutto questo? Secondo me non se ne uscirà mai più perché, alla meglio, l’intero sistema si è irrimediabilmente imbolsito; alla peggio si stanno creando le stesse condizioni storiche che portarono alla fine dell’Impero Romano d’Occidente, dove ieri come oggi il potere centrale era troppo debole per farsi ubbidire dai poteri periferici, e noi cittadini stiamo diventando uno spid o un algoritmo…. per il resto semplicemente non esistiamo.

Come rimediarono a quella situazione gli antichi romani?
Non vi rimediarono affatto, cercarono soltanto di tirar su una macchina statale che fosse capace di passare da un modello repubblicano al Principato, reggendosi su di burocrazia sempre più complessa e difficile da gestire. Tuttavia, prima di arrivare al tracollo finale, il sistema romano riuscì a reggere ancora per qualche secolo, traendo forza dall’esercito che era diventato una sorta di milizia privata degli imperatori, da benefit come la distribuzione del grano gratuita al popolo (una sorta di reddito di cittadinanza granario) e dai giochi gladiatori anch’essi gratuiti, donde la locuzione “Panem et circenses” per intendere chi riesce a governare senza il consenso popolare grazie alla distribuzione di benefici a pioggia. E nel nostro Meridione le cose vanno ancora avanti così.
E dove porti siffatto modo di governare noi italiani nei sappiamo qualcosa, perché abbiamo un debito pubblico di 3.139 miliardi di euro (il più alto d’Europa credo) e il governo in carica sta ancora cercando di colmare la voragine di miliardi di euro lasciata nei conti pubblici dal reddito di cittadinanza dei grillini e dal Superbonus 110% elargito da quell’impareggiabile demagogo di Giuseppe Conte quando stava a Palazzo Chigi.

Temo, purtroppo, che alla fine di questo ciclo il risultato sarà lo stesso, nel senso che l’Occidente farà la fine dell’impero romano anche se all’insegna di un’aggravante rispetto agli smarriti cives latini i quali, man mano che l’impero si dissolveva, trovarono a raccoglierli lungo la strada della dissoluzione politica, etica e morale la nascente Chiesa cristiana che ne farà di nuovo una comunità universale, anche se la plasmerà a sua immagine e somiglianza. Nel senso che l’avrebbe “costruita”, retrograda, intollerante, ipocrita e di fede ostentata più che vissuta. Non a caso la Chiesa del dopoguerra, da Giovanni XXIII in poi, è sempre andata molto d’accordo con la Sinistra, che pure non perde occasione per marcare le distanze con la polemica sempre viva sull’aborto, sull’eutanasia e sulla frociaggine nella Chiesa (copyright papa Bergoglio) in modo così martellante che sembra quasi una colpa il sentirsi sessualmente “ortodossi”.
Ma oggi, specialmente dopo il pontificato di quell’abborracciato pretone di campagna che è stato il citato papa Jorge Bergoglio, la Chiesa per noi italiani – smarriti esattamente come i nostri padri del cadente impero romano – non può fare più niente, perché è essa per prima in una profonda crisi di credibilità e d’identità, una crisi talmente grave che deve pensare a re-evangelizzare se stessa, se vuole sopravvivere qualche altro mezzo secolo come istituzione spirituale sotto l’incalzare dell’islamismo e del relativismo ai quali, peraltro, sta spure spalancando le porte. Per come la vediamo noi, Trump fa male ad attaccare il papa, perché così facendo costringe i cattolici (anche quelli che lo sono soltanto per abitudine) a far quadrato intorno a lui, inducendoli, magari per calcolo politico, a puntellare un’organizzazione che prima imploderà e prima si rigenererà per il bene suo e dell’Occidente che sta ancora in piedi come Paese indipendente soltanto grazie all’alleanza con l’America. Che piaccia o meno. Magari saremo di parte perché liberalconservatori, ma siamo persuasi che l’Italia, come Paese che conti qualcosa sullo scacchiere europeo e occidentale, non resterebbe in piedi neppure cinque mesi (altro che cinquant’anni!) se nel 2027 al governo dovesse andare la Sinistra, “questa” Sinistra di Elly Schlein, di Ilaria Salis, di Conte, di Fratoianni, di Bonelli e di tutto il peggio che si possa immaginare in fatto di competenza e di conoscenze in un periodo di lievitante marasma politico globale.

E allora – e vengo al perché non amo questa Sinistra – bisogna osservare che, per approntare una strategia per affrontare un futuro che non si prospetta facile soprattutto per lo strangolamento economico al quale andiamo soggetti ad ogni stormir di fronde stante la nostra debolezza strutturale, le scuole di pensiero in Italia sono due: una di destra e l’altra di sinistra. Quella di destra ha sempre puntato su dei ministri economici liberisti-equilibristi come Giulio Tremonti, Domenico Siniscalco e quello attualmente in carica Giancarlo Giorgetti. La sinistra, invece, ha sempre scelto quelli che, in nome della felicità degli italiani, prima andavano a piangere in televisione e, poi, tagliavano le risorse alla scuola, al welfare, alla Sanità e adesso pretendono dal governo di Centrodestra la risoluzione immediata di tutti i problemi che essa stessa ha creato mentre era al governo senza, peraltro, vincere le elezioni.
Dovesse ritornare al potere in Italia, la Sinistra che dei conti pubblici ha un’idea originale, farebbe ciò che ha sempre fatto: altro debito, tagli ai servizi e tasse al ceto medio-alto, che poi è quello che investendo produce la ricchezza determinando, così, un’ulteriore contrazione degli investimenti che, alla fine, farà impoverire tutti. Dopo di che dovrà giocoforza trasformarsi in dittatura del sistema se non proprio politica. E in questa trasformazione avrebbe dalla sua dei potenti alleati: l’Unione Europea, la Russia, la Cina, il Brasile, l’Iran, la Corea del Nord e via discorrendo. Mentre Trump, l’insopportabile Trump, l’umbratile Trump, che doveva essere l’unico argine possibile a questa deriva in divenire, non si capisce che cazzo voglia combinare: alla fine pare che anche lui non veda l’ora di realizzare i sogni della Sinistra globale, con stronzate da bambino capriccioso che, però, ha la bomba atomica nello zainetto della merenda.
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