Da quando Guido Crosetto è andato in vacanza a Dubai…
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Venerdì scorso, interpretando alla lettera un trattato del 1954, il ministro della Difesa, di concerto col governo, ha negato a degli aerei militari americani diretti in Iran una sosta tecnica nella base siciliana della Nato di Sigonella. Lo smarcamento dall’alleato d’Oltreoceano è stato molto apprezzato dalle Sinistre italiane storicamente antiamericane
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Siccome l’occhio vuole la sua parte, quando Guido Crosetto, che misura metri 1,96 di altezza, divenne ministro della Difesa ci lasciammo andare in un ironico ma affettuoso commento: «Dopo ministri miopi e panciuti, finalmente avremo un solido granatiere a reggere il dicastero della Difesa!». Purtroppo, come abbiamo avuto modo di constatare negli ultimi tre anni, non basta avere un fisicaccio per essere anche un ministro avveduto e lungimirante. Sicché, sorvolando sul suo primo scivolone quando sul sito ufficiale della Camera dei Deputati comparve una laurea che lui non aveva mai conseguito, prenderemo in esame soltanto due atti compiuti da Crosetto negli ultimi quaranta giorni.
Lo scorso mese di febbraio, in poche settimane, gli Stati Uniti hanno ammassato nel mare in faccia all’Iran una quantità di mezzi navali, incluse due portaerei, mai vista dalla fine della II Guerra Mondiale. Arrivati a quel punto non ci voleva il mago Otelma per sospettare che l’attacco israelo-americano al regime degli ayatollah sarebbe stato imminente e che, pertanto, la situazione politica e militare dei Paesi del Golfo si sarebbe fatta all’improvviso molto complicata e pericolosa.
Ebbene, nonostante tali evidenze, il nostro ministro della Difesa (che dovrebbe essere il più aggiornato d’Italia in fatto di avvenimenti militari!) ritenne normale mandare la famiglia in vacanza negli Emirati Arabi, a Dubai, come dire a seicento chilometri dal confine iraniano. Poi, quando sono iniziati a cadere missili e bombe iraniane su tutti i Paesi del Golfo – che era l’evenienza più facile da prevedersi anche per il melonaro napoletano che d’estate si mette in via Caracciolo – il ministro è andato a infilarsi anche lui in quel teatro per portare a casa la famiglia che, così incautamente, aveva lasciato partire per quei lidi.

Almeno ci riuscì? Macché, causa la sospensione dei collegamenti aerei per motivi di sicurezza a causa dei missili e droni che scorrazzavano per i cieli del Golfo, rimase bloccato pure lui a Dubai. Come dire che il nostro Paese poteva essere chiamato alla guerra da un momento all’altro con il capo politico delle Forze Armate bloccato al confine col nemico. A quel punto, per riportare il desaparecido a casa, si è reso necessario l’intervento della nostra Aeronautica militare. Un cittadino qualsiasi sarebbe stato portato a pensare che, dopo quella figura di merda, il ministro si sarebbe mosso in modo quantomeno più accorto e, invece, ne ha fatta un’altra delle sue, e stavolta in perfetta sintonia col governo.
Una settimana fa il nostro ex auto-sequestrato di Dubai, interpretando alla lettera un trattato del 1954, ha negato a degli aerei militari americani diretti in Iran una sosta tecnica nella base siciliana della Nato di Sigonella. Ciò perché, ha spiegato «…gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare». E qui osserviamo brevemente che i liberi trattati militari bilaterali vengono scritti più per quanto consentono di fare, che per quanto attestano, nel senso che tra le righe bisogna sempre cercare il modo di favorire l’alleato: si chiama politica del non scritto. Ovviamente questo deprimente smarcamento dall’alleato d’Oltreoceano è stato apprezzato dalle Sinistre italiane storicamente antiamericane.

Ebbene, come il 99% degli italiani, non conosciamo nel dettaglio gli articoli del Bilateral Infrastructure Agreement siglato dall’Italia e dagli Usa il 20 ottobre del 1954, il quale è così riservato e protetto che non può essere declassificato neppure unilateralmente e, tuttavia, ogni volta che accadono fatti del genere non possiamo fare a meno di andare un po’ indietro con la memoria. In questa congerie d’iniziative, infatti, ci viene da pensare al cancelliere tedesco Bernhard von Bülow il quale nel 1902, rispondendo a coloro che gli facevano notare che l’Italia, pur facente parte della Triplice Alleanza con Germania e Austria, si stava avvicinando alle potenze dell’alleanza opposta meglio conosciuta come Triplice Intesa, così rispose: «Sono innocui giri di valzer». Quei giri di valzer, però, si rivelarono tutt’altro che innocui per la Germania e per l’Austria perché, poi, allo scoppio della I Guerra Mondiale l’Italia combatté contro di loro nonostante il trattato. Senza parlare del nostro indispensabile – eppure indecoroso – cambiamento di fronte dell’8 settembre del 1943!

Per finire, vogliamo ricordare che la scadenza naturale della legislatura è a un tiro di schioppo e, se il Centrodestra pensa di poter vincere le prossime elezioni politiche imitando la Sinistra italiana ormai sanchezizzata, vuol dire proprio che ha sviluppato una forte propensione al suicido, perché già oggi il suo elettorato è piuttosto disorientato dopo che i partiti di governo sono stati capaci di buttare nel cesso il buon risultato di un referendum che avevano già in tasca. Adesso, se vuole riguadagnare terreno, il Centrodestra deve iniziare a fare quello che non è stato capace di fare durante la campagna referendaria: ingaggiare sul terreno (e non in astratto) i suoi avversari politici. A darci dentro senza esclusione di colpi ci sta già provando il più furbo della compagine opposta, Giuseppe Conte, che in previsione delle primarie del campo largo ha già iniziato ad agitarsi per tentare di fottere alleati e avversari, tant’è che ha incontrato di nascosto Paolo Zampolli, l’inviato di Trump per le partnership globali dal quale, forse, si aspetta qualche endorsement in versione Giuseppi che gli darebbe un grande vantaggio su Elly Schlein alle primarie interne e sputtanerebbe Giorgia Meloni che la si vuole grande amica del Tycoon.

Per carità di patria va chiarito che non tutto quello che è avvenuto in questi ultimi mesi in Italia è colpa di Crosetto, tuttavia, almeno per la sua parte di responsabilità, lo esortiamo a essere più avveduto in futuro, più politico, per non dar corpo al detto napoletano “Quant si gruoss tant sì fesso”. Ma questa esortazione vale per tutto il Centrodestra che, da oggi in poi, non potrà permettersi nessuna fessaggine perché ha infiniti nemici infilati dappertutto, nelle Procure, al Quirinale, nelle redazioni, nelle televisioni, nelle congreghe degli extracomunitari col diritto al voto, e perfino nella Chiesa.
Post scriptum: Trump, che non ha tutti i torti dal suo punto di vista ad avercela con gli alleati, ha appena ribadito che gli Usa sono intenzionati ad abbandonare la Nato al suo destino e, se questo dovesse accadere davvero visto che se ne parla dai tempi di Barack Obama, l’Italia e l’intera Europa, a maggior ragione quella orientale, sarebbero irrimediabilmente fottute di fronte al revanscismo della Russia e all’imperialismo della Cina. Ma non pensiamoci, per adesso divertiamoci pure a scrivere “Yankee go home” sui muri delle nostre città.
(Copertina di Donato Tesauro)
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