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Gli islamocomunisti

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Zohran Mamdani
Se nel programma, per buona parte irrealizzabile, dell’appena eletto sindaco di New York ci fosse anche l’occupazione abusiva degli appartamenti vuoti, si potrebbe sostenere che Zohran Kwame Mamdani sia stato ispirato da Ilaria Salis per la casa e dalla segretaria del Pd Elly Schlein per più tasse ai ricchi

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Il trentaquattrenne Zohran Kwame Mamdani dal 1° gennaio 2026 sarà il nuovo sindaco di New York. In verità la sua elezione non ci stupisce più di tanto perché era stata ampiamente annunciata dai sondaggisti che, in America, qualche volta ci azzeccano pure. A stupirci, semmai, è stato il fatto che nella capitale economica degli Stati Uniti, dove risiede e opera l’establishment economico e finanziario della nazione, egli sia stato eletto con un programma anticapitalista. Tra l’altro, quello suo è un programma di sinistra così radicale che non è stato condiviso neppure da tutti i notabili del partito democratico americano.

Ovviamente, l’elezione di un populista rosso a sindaco della Grande Mela, al di là della novità statistica che rappresenta, non comporterà nessuno di quei cambiamenti epocali che in Europa, specialmente in Italia, la Sinistra si aspetta, anche se il programma di Zohran Mamdani per New York ha molti punti di contatto con alcune idee politiche di due donne non certo note per la loro grande caratura di rappresentanti del popolo. Parliamo della riforma del diritto di abitare, di autobus gratis, di supermercati gestiti dal Comune, di affitti calmierati, della riforma della Polizia, delle prigioni, della riduzione dei costi dei beni primari e se ci fosse anche l’occupazione abusiva degli appartamenti, potremmo sostenere che  il programma di Mamdani sia stato ispirato da Ilaria Salis per la casa e dalla segretaria del Pd Elly Schlein per più tasse ai ricchi, senza mai precisare, di qua e di là dell’Atlantico, da quale reddito in poi si possa essere considerati ricchi da torchiare. Peraltro, molte delle cose promesse da Mamdani agli elettori newyorchesi sono di pertinenza federale, cioè del governo centrale, sicché, se non cercherà di andare d’accordo con Trump col cazzo che gli arriveranno i fondi necessari.

Beninteso che di autobus gratis almeno per studenti e pensionati, di supermercati-spaccio gestiti dai Comuni e di affitti calmierati ce ne sarebbe tanto bisogno anche da noi, ma, sia in America che in Italia, il problema resta sempre lo stesso: dove trovare i soldi per finanziare tali progetti e servizi. Ma Zohran Mamdani spera di realizzare (facilmente…) una tale operazione nella città più ricca del mondo, che ospita 123 miliardari il cui patrimonio stimato è di 759 miliardi di dollari. Illuso. Sicché, ancora una volta si evidenzia che, dalla Rivoluzione di Ottobre del 1917 a oggi, a qualsiasi latitudine essa governi, la Sinistra ha il chiodo fisso di torchiare i ceti più abbienti al fine di recuperare risorse per eliminare la povertà e, invece, ottiene sempre il risultato di creare nuovi poveri perché, in presenza di un fisco vorace, il capitale migra verso lidi fiscali più favorevoli e lascia senza risorse nuovi e vecchi poveri. Questo lo aveva ben capito Winston Churchill che ci lasciò un delizioso aforisma a riguardo: «Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo con i piedi nel secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico».

Ritornando al neo eletto sindaco di New York, tra la miriade di problemi di una città che ha pressoché lo stesso numero di abitanti della Repubblica Ceca e che è sede della più grande borsa valori del mondo, a gennaio prossimo l’amministrazione entrante erediterà un deficit di bilancio di oltre 7 miliardi di dollari, in aggiunta al taglio dei fondi federali agitato dal presidente Trump. Ebbene, stante questi presupposti, non si capisce come possa risolvere tali problemi un ragazzotto che in vita sua non ha mai gestito neppure una bocciofila, un pro-Pal di fede musulmana sciita (la stessa dei feroci ayatollah iraniani), smaccatamente antisionista, che può esibire soltanto un curriculum di mancato musicista, di mancato cantante, di mancato rapper, di galoppino elettorale del senatore Bernie Sanders, del pastore luterano Khader El-Yateem e del giornalista prestato alla politica Ross Barkan.

Stante quanto sopra, non prevediamo una grande resa amministrativa nel governo della città di New York di questo giovane, pericoloso e inesperto populista, anche perché nutriamo scarsa fiducia nel populismo di qualsiasi colore, un campo nel quale Mamdani si è rivelato un vero genio nel proporlo ai newyorchesi, anche se siamo consapevoli che in tre anni possono cambiare molte cose nella situazione politica americana e globale. Nel frattempo che cosa faranno le Sinistre nostrane… conieranno pure lo slogan “Ripartiamo da New York” e – come stanno improduttivamente facendo da tre anni – continueranno a caricare a testa bassa un governo democraticamente eletto, o ritorneranno con i piedi per terra, nella realtà del Paese? Ebbene, nonostante lo squallore e l’incompetenza della maggior parte dei politici italiani, noi continuiamo a sperare che la Sinistra ritorni nel mondo reale, perché una corrida senza fine come programma politico per il 2027 non sembra davvero granché.

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