Generale, eppure il Tricolore era il nostro
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Chissà come l’avrà presa male Vannacci per il fatto che molti dei ragazzi e delle ragazze medagliati al XXII Campionato Europeo di Atletica Leggera di Birmingham e agli europei di nuoto di Parigi non abbiano i tratti somatici propri della maggioranza degli italiani
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Generale Vannacci, scorrendo lo straordinario medagliere italiano del XXII Campionato Europeo di Atletica Leggera di Birmingham e del Campionato Europeo di Nuoto di Parigi appena terminati, mi è tornata alla mente una sua opinione secondo la quale la pallavolista italiana Paola Egonu possiederebbe tratti somatici che non appartengono alla maggioranza degli italiani e che, pertanto, la sua italianità non è palese. Atteso che non è mai esistita una razza italiana somaticamente individuabile, perché partendo dai fenici, ai greci, dagli africani di Annibale ai Galli, dagli arabi ai normanni, passando per francesi e spagnoli, a fissare i nostri tratti ha contribuito un sacco di gente, vorrei invitarla a riflettere sulla foto dei nostri atleti medagliati. Tra di loro vi sono molti ragazzi e ragazze che qualche suo seguace definirebbe “meticci”. Le ricordo i loro nomi fidando di non aver lasciato fuori nessuno: Nadia Battocletti, Dariya Derkach, Andy Diaz, Sara Curtis, Eseosa Fostine Desalu, Alexandrina Mihai, Mohamed Soudassi, Larissa Iapichino, Sofija Ruslanivna Jaremču.
E adesso come la mettiamo con i giudizi, posto che quei giovani, quando hanno esultato per la vittoria lo hanno fatto per l’Italia intera, ammantandosi di quel Tricolore che lei – come fosse stato l’unico ad averlo fatto – si vanta ad ogni piè sospinto di aver servito in armi per anni? E, poi, sia detto senza offesa, Generale, non conosce la storia perché in quel polpettone leghista-grillino prima maniera, che è il suo programma politico appena varato, sostiene con preoccupante enfasi che il movimento Futuro Nazionale «…intende riconoscere e promuovere la dignità del popolo italiano, sostenendone e rinnovandone la fierezza e mettendo al centro l’interesse nazionale di quella che è stata la culla della civiltà europea: quel corpo che è Roma antica, quell’anima che è la Roma cristiana».
Bene, peccato che lei trascuri il fatto che Roma sia come potenza terrena, che come potenza spirituale, nacque e si sviluppò all’insegna dell’ecumenismo, perché aveva maturato la capacità di assimilare le genti purché rispettassero le uniche due leggi che, ancora oggi, dovrebbero seguire gli esseri umani, credenti o meno che siano: la legge statale e quella morale. Il guaio, semmai, è che nel nostro Paese non si segue né la prima, né la seconda da secoli, come rilevarono già Macchiavelli e Guicciardini.
Non potendo applicare metodi, quelli suoi Generale, che non siano previsti dalla Costituzione per fare dell’Italia un Paese governabile con regole auspicabilmente severe come richiesto dal popolo sovrano, sarebbe bene che lei e la Sinistra fascistoide, della quale il suo movimento, non s’illuda, è soltanto la specula un po’ più scura, coglieste l’esempio che ci viene da questi campioni perché hanno dimostrato che integrarci all’insegna di regole e disciplina condivise è possibile, che uniti sotto un’unica bandiera siamo imbattibili! Ma hanno anche dimostrato che sia lei che la Sinistra italiana siete lontani anni-luce dalla reale comprensione e portata del problema, figuriamoci dalla sua risoluzione. Ammesso e non concesso che abbiate sincero interesse a risolverlo, stante che il suo aggravarsi procura ad entrambi consenso.
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