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L’Italia è messa male, ma non sono i Generali la cura che serve

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Se continua ad infornare militari, Vannacci non andrà molto lontano e il fatto che la Sinistra, contrariamente al suo stile, non lo abbia attaccato con la solita veemenza quando egli ha candidato il Generale Burgio a sindaco di Milano, dovrebbe fargli venire almeno qualche dubbio, in un momento in cui la Germania e la Spagna tentano di scaricare sull’Italia i loro problemi interni

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L’altrieri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del settantesimo anniversario della tragedia nella miniera belga di Marcinelle e della venticinquesima Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, ha inviato un messaggio alla comunità nazionale e internazionale che, dopo l’assalto dei 60.000 immigrati all’enclave spagnola di Ceuta, andava letto con onesta attenzione da parte di tutti. E, invece, la Sinistra italiana ed i suoi aficionados sono subito partiti in quarta per strumentalizzarlo, perché nel messaggio hanno visto un assist alla loro idea di politica sull’immigrazione e un richiamo al governo di Centrodestra che, dopo i fatti di Ceuta, ha temporaneamente sospeso il trattato di Schengen sulla libera circolazione con la Spagna come, peraltro, prevede l’articolo 25 del trattato medesimo.

Ebbene, per quanto a noi Mattarella non stia molto simpatico perché non ci ha mai conquistati  con la terziarietà e l’equidistanza, crediamo che stavolta il suo messaggio andava letto soprattutto nei passaggi riportati da noi in corsivo: «In questa giornata, dedicata dalla Repubblica al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato […] Esse hanno acquisito profonda valenza simbolica per tutta l’Europa, connotando il processo di integrazione comunitaria […] la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri dirispetto della dignità delle persone».  Ecco, prendiamo proprio le parole in corsivo del Colle per fondarvi sopra quattro domande alla Sinistra nostrana.

Gli immigrati – per la maggior parte irregolari come si finge di non sapere – stanno veramente contribuendo al progresso e alla crescita del nostro Paese, o non lo stanno, invece, vampirizzando con la loro arretratezza sociale spacciata per religione e con la sottrazione di risorse al welfare per mantenerli?

Qualcuno a sinistra vuole finalmente ammettere che, sotto i loro occhi, gli immigrati si stanno attrezzando per sottometterci con la prolificità delle loro mogli e col Corano insegnato – e imposto ai ragazzini con gli schiaffi – nelle madrase e nelle moschee abusive?

Soprassedendo sugli altri problemi causata dell’immigrazione senza controllo, si può davvero applicare il criterio mattarelliano del rispetto della dignità delle persone quando migliaia e migliaia di individui vengono abbandonate in balia di se stesse una volta entrate nel nostro Paese?

A qualcuno, sempre a sinistra, interessa anche la dignità nostra, ovvero di milioni d’italiani che sono costretti a vivere da stranieri impauriti nelle loro sempre più insicure abitazioni per colpa di un fenomeno trascurato dalla politica, coccolato dalla Chiesa e spesso valutato con suicida indulgenza da certa magistratura?

Nel calderone dovremmo mettere anche la dignità di quelle forze dell’ordine che – per quattro soldi di stipendio – vengono quotidianamente umiliate e derise da un folle sistema giustiziale che tutela gli aggressori e non gli aggrediti, che disarma i cittadini onesti ed è restio a punire quelli disonesti. Senza contare che, disattendendo impunemente l’articolo 4 della Costituzione (La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto …) si costringono commercianti e piccoli imprenditori a pagarsi la sicurezza privata per poter lavorare senza essere, ogni notte, taglieggiati e minacciati nel fisico e nei beni da acefale, impunite torme di maranza in prevalenza immigrati. E poco importa a chi è costretto alla bancarotta o deve vivere assediato in casa che i colpevoli siano delinquenti di prima o di seconda generazione, che abbiano sedici o vent’anni.  

Ebbene, la risposta a tutto questo non possono essere i Generali in politica che, peraltro, stanno spacciando moneta falsa nel promettere agli italiani le cose che vorrebbero fare se eletti (remigrazione, blocco navale, arresti a tappeto e bonifica manu militari delle zone in mano alla delinquenza come il bosco di Rogoredo, eccetera). Essi, invece, una volta al potere si troverebbero di fronte gli stessi insormontabili scogli che sull’argomento stanno frenando il governo di centrodestra: la magistratura, la Chiesa e una Sinistra incistati nel sistema di potere della cosa pubblica da molti anni ormai, troppi anni perché i loro adepti, che ormai non sanno fare altro che ingozzarsi di denaro pubblico, rinuncino a gestire i miliardi pagati dagli italiani in nome di una solidarietà senza né capo, né coda.

A questo punto la domanda viene spontanea: come se ne esce? Semplicemente non se ne esce, perché un sistema partitico che nato liberaldemocratico nelle urne e che per spartirsi il potere ad ogni costo ha accettato di dar vita, surrettiziamente, ad un regime che in pratica è stato statalista, se non addirittura cripto comunista per ottant’anni, ora non sa più a che cosa appigliarsi per venirne a capo con le regole della democrazia.  E come sempre è avvenuto nella storia del nostro Paese in passato, molti italiani (che non ne possono più di essere considerati carne da macello o, alla meglio, un bancomat governativo) incominciano a trovare normale l’idea dei Generali al governo, fidando in una palingenesi all’insegna del “Tanto peggio, tanto meglio”.

Questo confidare nel peggio dei nostri sfibrati connazionali dovrebbe essere la prima preoccupazione dei sinceri democratici e non, invece, dove andrà a passare le vacanze Giorgia Meloni che, salvo apparizioni miracolose a sinistra, è oggi l’unico, navigato politico in grado di reggere il Paese in uno dei più brutti momenti della storia d’Europa. Ragione per cui, alle prossime elezioni gli italiani che ancora ragionano, saranno costretti a seguire il consiglio che Indro Montanelli diede agli elettori quando si trattò di scegliere nelle urne tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista: turatevi il naso e andate a votare il Centrodestra!

Incluso Vannacci? Beh, quello, oltre ad essere sovrastimato sotto il profilo della resa elettorale, se continua ad infornare Generali non andrà molto lontano e il fatto che la Sinistra, contrariamente al suo stile, non lo abbia attaccato con la solita veemenza quando ha candidato il Generale Burgio a sindaco di Milano, dovrebbe fargli venire almeno il dubbio che, alla fine, le stia facendo un favore. E, comunque, il matrimonio tra Vannacci e l’attuale Centrodestra non si può fare, anzi, non conviene a nessuno dei potenziali nubendi, anche perché il Generale non vuole rinunciare ai suoi famosi paletti e il Centrodestra non vuole dissipare quell’immagine di moderatezza così faticosamente conquistata in Europa. Chi deciderà alla fine su questo? Noi speriamo sia il popolo.

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