Sole che sorgi libero e giocondo, te saluto col mio buchetto tondo
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Come suggerisce provocatoriamente il titolo, se Giacomo Puccini e Fausto Salvatori si trovassero a scrivere oggi l’Inno a Roma, probabilmente cambierebbero più di qualche strofa, anzi forse non lo scriverebbero affatto una volta visto chi siede in Capidoglio e come è ridotta la caput mundi
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Confessiamo che fino a qualche giorno fa non conoscevamo i termini yogin e manziologo, laddove il primo pare stia ad indicare chi pratica lo yoga come tecnica ascetica, mentre il secondo riguarderebbe colui che è dedito a pratiche divinatorie basate sull’interpretazione di parti del corpo come il sedere e l’ano. Ebbene, se abbiamo potuto colmare questa lacuna terminologica lo dobbiamo al signor Raimon Bellmunt (da non confondere con l’omonimo musicista spagnolo), il quale, oltre ad essere uno yogin a manziologo, tra altri bizzarri, ha autopubblicato il libro “Salutare il sole con l’ano – Assorbimento solare anale per elevare corpo e spirito”.
Dobbiamo premettere che non abbiamo letto cotanta opera ma è bastato il suo abstract di presentazione su internet a sconcertarci, e non è facile riuscirvi: “Senti che qualcosa nella tua vita è bloccato? Che la tua energia non scorre come dovrebbe? Forse la risposta si trova in un punto che hai ignorato per tutta la vita: il tuo ano […] Il saluto al sole con l’ano è una pratica ancestrale che risveglia l’energia interna e permette alla forza cosmica di fluire senza ostacoli. Non si tratta solo di ricevere luce, ma di farlo con intenzione. La postura è fondamentale [quella cosiddetta alla pecorina insomma – n.d.a.]: l’allineamento del corpo con il sole deve essere perfetto, lasciando che il suo calore penetri nel più profondo […] Ogni esposizione è un’offerta, uno scambio di energia, un ponte tra il terreno e il divino. Ogni ano è un universo. Ogni raggio solare, una rivelazione”.
Come solitamente facciamo al cospetto di (pericolose) stronzate spacciate per filosofia, e sospettiamo che questa lo sia, a riguardo abbiamo richiesto il parere di uno specialista del settore uro-andrologico, il dottor Francesco Gaeta che è anche il direttore scientifico della rivista medica online “Io uomo in salute” e occupa un posto di rilievo nella Società Italiana di Andrologia.
Dottor Gaeta, vengo a disturbarti con una problematica che sembra una barzelletta ma, purtroppo non lo è. In breve si tratta di questo: il signor Raimon Bellmunt ha autopubblicato un libro (“Salutare il sole con l’ano”), secondo il quale il saluto al sole con l’ano aperto è una pratica ancestrale che, egli sostiene, risveglierebbe l’energia interna e permetterebbe alla forza cosmica di fluire senza ostacoli… qualsiasi cosa questo asserto significhi. Ebbene, sorvolando sul fatto che non credo proprio che i nostri ancestrali progenitori fossero adusi salutare il sole sorgente con lo sfintere anale aperto con le mani, conosco amici che hanno confessato una fastidiosa sensazione di surriscaldamento delle basse vie urinarie e, soprattutto, delle emorroidi quando in spiaggia esponevano per lungo tempo al sole la parte perineale. Pertanto, la domanda è questa: non è che oltre ad essere bizzarra la filosofia del signor Bellmunt è anche pericolosa per la salute?
Vedi, la letteratura scientifica uro-andrologica sul surriscaldamento dell’area genitale e perineale esiste, anche se riguarda soprattutto lo scroto e i testicoli (per la fertilità) più che l’ano in sé, più che la prostata/vescica direttamente. Il corpo maschile mantiene lo scroto a una temperatura di 2-4 gradi sotto quella corporea generale perché la spermatogenesi è termosensibile. Infatti, indagini epidemiologiche a riguardo hanno mostrato che la qualità del liquido seminale di autisti, saldatori ed abituali frequentatori di saune era più scarsa rispetto ad altre persone, senza contare che il criptorchidismo e il varicocele possono compromettere seriamente la spermatogenesi a causa della temperatura elevata dello scroto. Sulla prostata, invece, il rapporto con il calore è quasi rovesciato: in ambito medico il riscaldamento controllato della prostata (ipertermia transrettale/transuretrale) è utilizzato terapeuticamente per l’ipertrofia prostatica benigna e per alcuni tumori, quindi la prostata tollera bene il calore purché moderato. Sulla vescica non mi risultano studi specifici circa il surriscaldamento da esposizione solare perineale. V’è, semmai, il rischio concreto e ben documentato, anche se non riguarda gli aspetti urologici, di scottature solari e incidenza di tumori cutanei su una zona di pelle sottile e raramente esposta, e questo sì che è un pericolo reale e documentabile, più della fantomatica energia cosmica. Altra situazione è quella dei soggetti con patologia emorroidaria, poiché il calore, pur non essendo responsabile dell’insorgenza della patologia, ne peggiora i sintomi attraverso la vasodilatazione dei plessi venosi emorroidari e favorisce la vasodilatazione nei cuscinetti emorroidari, causando prurito, gonfiore, infiammazione, sanguinamento e dolore. Diversi centri specializzati, infatti, segnalano esplicitamente il fatto che temperature elevate ed esposizione diretta al sole possono scatenare riacutizzazioni in alcuni pazienti. In sintesi: per chi è affetto da emorroidi, “salutare il sole con l’ano” non è soltanto bizzarro ma anche clinicamente sconsigliabile.
Che altro aggiungere se non una sobria riflessione finale: veramente per qualcuno “ogni ano è un universo”? Per questo qualcuno magari sì… d’altronde, secondo il filosofo domenicano di Nola, Giordano Bruno, il cosmo è ovunque, e ogni punto può essere considerato il suo centro, ma dubitiamo che egli si riferisse al bucio del culo.
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