Un altro sinistro che porta voti a destra
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Se non fosse uno spocchioso sprovveduto, Stefano Bonaccini avrebbe dovuto immaginare che la sua uscita sul livello socioculturale dei votanti la Destra avrebbe indotto gli elettori, soprattutto quelli di sinistra, a chiedersi quando è stato che il PD si è perso i proletari
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Le nonne della mia generazione, che vivevano in Campania, sostenevano che certe persone «Hann parla’ soltanto quanne piscia ‘a jallina», cioè mai. E, benedette nonnine, non hanno fatto in tempo a conoscere i politici di oggi che, in quanto a cervello, ne hanno anche meno delle galline. Ebbene, a riguardo del nonnesco convincimento, noi che per una questione di età ricordiamo il vecchio (e serio) Partito Comunista Italiano fin dai tempi della segreteria di Palmiro Togliatti, restiamo sempre senza parole ogni qualvolta che ascoltiamo ciò che dicono alcuni campioni della sinistra post-comunista, e quando capita ci viene da domandarci: «Ma stanno parlando seriamente oppure è una boutade?». E questa domanda ci viene senza dover per forza tirare in ballo Elly Schlein che, per come la vediamo noi, è essa stessa una drammatica boutade che è riuscita a trasformare i resti di due grandi partiti popolari, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, in un collettivo studentesco anni Settanta, ma composto da studenti il cui arricchimento culturale non è andato oltre i banchi delle scuole materne.
Ma veniamo all’accadimento che ci interessa stigmatizzare. L’eurodeputato e presidente del Pd, Stefano Bonaccini, ha di recente sentenziato, in buona sostanza, che coloro i quali votano i partiti di destra sono ignoranti, pezzenti e sopravvivono alla peggio nelle periferie delle grandi città; in altre parole sono quelli che dovrebbero essere la base della Sinistra che lui rappresenta: i proletari. Per carità, non ci lanceremo pure noi nella polemica che hanno suscitato le sue parole, però vorremmo dedicare una riflessione all’onorevole che, da quanto ci risulta, possiede un diploma di istruzione secondaria di secondo grado come il 66,7% di italiani secondo l’Istat, niente di straordinario, insomma, in fatto di titolo di studio. Questa la nostra sobria riflessione che speriamo l’onorevole legga: egregio eurodeputato del cazzo, lei non ha mai lavorato in vita sua e fino ad oggi ha potuto campare (bene) soltanto perché – da quando era consigliere comunale a Modena appena diplomato – l’hanno mantenuta gli italiani con le tasse e il loro sudato lavoro, tra i quali, immaginiamo vi fossero anche gli sfigati proletari che lei tanto disprezza. Ha come al solito sproloquiato senza immaginare – perché gli sciocchi, ahi loro, sono privi d’immaginazione – che la sua uscita sul livello socioculturale degli elettori di destra avrebbe indotto, anche quelli di sinistra, a domandarsi quando è stato che il Pd, del quale lei è azzeccatamente il presidente, si è perso i “suoi” proletari che adesso, a sentirla, oltre a non votarvi più vi fanno pure schifo… mai quanto voi ne fate a loro.
Suvvia Bonaccini, adesso non metta il broncio, non si arrampichi sugli specchi come sta facendo in questi giorni per convincerci che voleva dire un’altra cosa perché la sua stronzata è agli atti e, poi, in fondo un risultato lo ha pur sempre raggiunto, anche se non era quello in cui sperava. Infatti, la sua performance ci ha indotti a ricordare (e farne una strategia operativa per il futuro) l’esortazione del vostro capostipite, Carlo Marx: «Proletari di tutti i Paesi, unitevi!». Però, con gente come lei a rappresentare la Sinistra, alle prossime elezioni i proletari sporchi, brutti e cattivi si uniranno sì, ma contro di voi, i protettori dei borseggiatori, delle banche di affari, degli Agnelli, della Magistratura che mette fuori gli immigrati stupratori delle ragazzine, dei fiancheggiatori esterni con il Rolex e dei profughi dell’ex Atene radical chic di Capalbio, una tragica genia che lei, signor Bonaccini, rappresenta alla perfezione. Ha di che essere fiero: complimenti!
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