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Troppo belle, troppo brave, troppo teutoniche

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Ellen e Alice Kessler
Chi ebbe la fortuna di poterle ammirare e applaudirle dal vivo, assicura che le gemelle Ellen e Alice Kessler erano alte almeno metri 1,80 e la lunghezza delle loro gambe perfette prendeva la maggior parte di quei centimetri

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Il quotidiano tedesco Bild-Zeitung ieri ha dato la notizia che le gemelle Kessler si sono date la morte ricorrendo al suicidio assistito, rivelando nella circostanza che un anno fa esse avevano espresso, proprio alle pagine del quotidiano berlinese, la volontà di andarsene insieme, di essere poi cremate e deposte in un’unica urna, assieme alle ceneri della madre e dell’amato cane Yello. Insomma avevano da tempo organizzato la loro morte con teutonica meticolosità. Comunque, crediamo che, senza ricorrere a Wikipedia o all’intelligenza artificiale, oggi la maggior parte dei giovani, e non soltanto i giovani, non saprebbe rispondere a una semplice domanda: chi erano queste due signore?

Ellen e Alice Kessler erano due gemelle tedesche, bionde e bellissime della classe del 1936 che, come ballerine di punta della pur pudibonda Rai dei primi anni Sessanta, si esibivano per la gioia degli italiani – soprattutto quelli di sesso maschile – con le lunghissime e ben tornite gambe, appena velate da calze trasparenti del tipo vedo-non vedo, in trasmissioni di varietà che fecero la storia della televisione, come Giardino d’Inverno e Studio Uno e Milleluci. Piacevano perfino a Giulio Andreotti che di certo non è passato alla storia del nostro Paese per essere stato un tombeur de femme.

Noi, che avemmo la fortuna di poterle ammirare e applaudire dal vivo, possiamo assicurare che le due ballerine-cantanti tedesche, che ci hanno appena lasciato, erano alte quasi metri 1,80 e la lunghezza delle loro gambe perfette prendeva la maggior parte di quei centimetri. Ebbene, per la gioia che diedero a noi brufolosi giovanottelli facendoci fare sogni inconfessabili ogni sabato sera di sessant’anni fa, auguriamo buon viaggio alle gemellone tedesche, sulla cui tomba si potrebbe riportare il seguente epitaffio: “Vennero ad allietare il mondo insieme e insieme lo hanno lasciato”. Nella tomba di certo non saranno sole con le ceneri della mamma e del cane Yello (sarebbe piuttosto triste per quattro esseri che hanno donato gioia, fedeltà e bellezza…), perché le seguirà il rimpianto di milioni d’italiani, che è anche il rimpianto per la nostra perduta giovinezza.

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