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Le principesse di Bruxelles…

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Più che Alta Rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas sembra destinata a passare alla storia come la sua Alta Gaffeur. Infatti, durante la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea tenutasi a Cipro nei giorni scorsi, a proposito dell’attacco russo all’Ucraina, la signora ne ha sfornata un’altra delle sue

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Dopo il caso dell’azienda di trasporti “Stark Logistics”, posseduta dal marito che continuava a fare lucrosi affari con i russi mentre lei era primo ministro dell’Estonia e si scagliava contro il guerrafondaio Putin, dopo un improponibile tentativo di revisionismo ideologico sulla Seconda Guerra Mondiale, più che Alta Rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas sembra destinata a passare alla storia come la sua Alta Gaffeur. Infatti, durante la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea tenutasi a Cipro nei giorni scorsi, a proposito dell’attacco russo all’Ucraina, la signora estone ce ne ha propinata un’altra delle sue: «…tutte le ambasciate europee sono rimaste aperte, l’America se n’è andata». Come dire che, quando la Russia attaccò Kiev, quei vigliacchi degli americani se ne scapparono a gambe levate. Il che non è vero, tant’è che è intervenuto il Dipartimento di Stato americano per farle smentire la falsa notizia tramite il suo portavoce, che ha definito “fraintendimento” l’infelice uscita della capa… non potendola chiamare col suo vero nome: una cazzata.

Ma, a lasciarci perplessi non è stata la performance della Kallas in sé, ma il fatto che, salvo la messa in sicurezza del personale nei primi tre mesi dell’invasione russa, l’ambasciata statunitense non ha mai smesso di operare in Ucraina: possibile che cotanta Alta Rappresentante lo ignorasse? Era proprio il caso di andare a sfruguliare il maggior contributore della Nato in un momento in cui i rapporti Usa-Ue sono al minimo storico e Putin non vede l’ora che si recidano del tutto? Non ci dobbiamo meravigliare, poi, se il capo del Pentagono Pete Hegseth, pressoché nelle stesse ore, restituiva la cortesia chiarendo che «L’era in cui gli Usa sovvenzionavano la difesa di nazioni ricche è finita. Abbiamo bisogno di partner, non di protettorati – Le alleanze dovrebbero svilupparsi senza drammi e senza moralismi e l’Europa [che in fatto di moralismi è insuperabile – n.d.a.] dovrebbe prenderne atto. L’amministrazione Trump darà priorità alla collaborazione con alleati modello, con quelli che si dimostrano più capaci, lucidi e pronti a difendere i propri interessi nazionali». Il tutto sulla falsariga di quanto già detto a Monaco di Baviera dal vice presidente Usa, J. D. Vance, lo scorso mese di febbraio, perché se c’è una qualità che non si può negare all’amministrazione Trump è la maledetta coerenza e, soggiungiamo, che dal suo punto di vista non ha torto a ritenere noi europei dei velleitari felloni, nemici dei loro stessi interessi.

Ebbene, al cospetto dell’ennesima prova d’insipienza politica e d’ignoranza storica della Kallas, dopo le non eccelse performances di conduzione e gestione della presidente del Parlamento Europeo, Ursula von der Leyen, dopo l’arresto per tangenti della sua vice presidente greca, Eva Kaili, e dopo che l’assemblea ha revocato l’immunità all’eurodeputata italiana del Pd Alessandra Moretti nell’ambito dell’inchiesta sul Qatargate, ci punge una piccola domanda, anzi tre. La prima: ma le donne in politica sono davvero migliori degli uomini come da più parti si sostiene? La seconda: la sicurezza dei 27 Paesi dell’Ue, il mezzo milione di persone che ne fanno parte e un Pil complessivo di venti miliardi di dollari, sono in solide mani? La terza domanda: con queste balde signore al timone dell’Ue – che se togli le veline che passano loro i collaboratori non saprebbero trovare nemmeno la strada della toilette – possiamo stare tranquilli nel caso di un’emergenza militare continentale?

Sta di fatto che, adesso che iniziano a volare droni armati (russi?) pure su alcuni Paesi della Nato e dell’Ue, dei quali facciamo parte, ci sentiamo col sedere scoperto con tali condottiere a guidarci perché, secondo noi, sono delle drammatiche incapaci a prescindere dal genere. E non ci consola per niente il dover constatare che i maschietti del parlamento europeo non sono migliori di loro in un momento in cui sta saltando il vecchio ordine mondiale.

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