Vorrebbero Silvio in galera anche da morto
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La verità è che distruggendo la reputazione del Cavaliere di Arcore a suon di sentenze e d’immarcescibile scandalismo, la Sinistra mediatica e giudiziaria spera di realizzare quello che, in realtà, è il suo recondito obiettivo: dimostrare che l’attuale Centrodestra altro non è che l’ideazione bacata di un uomo bacato e, pertanto, indegno perfino di esistere
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Lo scorso 15 gennaio il Gip del tribunale di Firenze aveva disposto un decreto di archiviazione (il sesto…), escludendo che vi fossero mai stati contatti tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra. Il suddetto decreto è stato tenuto segreto per sei mesi in un Paese dove l’apertura di un’indagine viene comunicata prima alla stampa e poi ai diretti interessati. Come mai? Forse perché era in corso la campagna per il referendum sulla giustizia teso a eliminare parecchi arbitrii e zone franche di quella monarchia che è diventata la Magistratura italiana e l’ennesima archiviazione di un’inchiesta costosa e floppata avrebbe nociuto alla causa del “No”?
Con uno scoop, ad aprile scorso, il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio ha messo pesantemente e sguaiatamente in discussione la grazia che il presidente della Repubblica aveva concesso all’igienista dentale di Berlusconi, Nicole Minetti, mettendo perfino in dubbio che questa avesse adottato un bambino malato in Uruguay. Scopo neppure troppo velato del giornale di Travaglio era di sputtanare il ministro della Giustizia Carlo Nordio che aveva trasmesso la richiesta di grazia al Quirinale, com’è normale prassi. E Nordio, come si sa, è considerato nemico numero uno dal filo-contiano Travaglio e dall’Associazione Nazionale Magistrati.
Ma è andata male a entrambi perché il guardasigilli è una di quelle persone, invero rare, impegnate in politica che sono inattaccabili sotto ogni aspetto e punto di vista. La verità è che distruggendo la reputazione del (defunto!!!) Cavaliere di Arcore a suon di sentenze e d’immarcescibile scandalismo, la Sinistra mediatica e giudiziaria spera di realizzare quello che, in realtà, è il suo recondito obiettivo: dimostrare che l’attuale Centrodestra altro non è che l’ideazione bacata di un uomo bacato e, pertanto, indegno perfino di esistere.
Qualche settimana fa è divenuta finalmente di pubblico dominio la notizia dell’assoluzione post mortem di Silvio Berlusconi e subito dopo – immaginiamo per stornare l’attenzione dell’opinione pubblica da un‘evidente soperchieria – abbiamo appreso dai media che è partita un’inchiesta del Pm di Roma su fatti ruotanti intorno alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, voluto dal governo e dal ministro Salvini in particolare. Da quanto fin qui si sa, le ipotesi di reato sono alquanto fumose e tutte riconducibili allo sfruttato repertorio di alcuni inquirenti quando non hanno niente di preciso in mano e, tuttavia, vogliono iniziare un’inchiesta pescando a scandaglio: corruzione.
Il reato di corruzione adombrato per il Ponte è onnicomprensivo sicché, gratta-gratta, qualcosa potrebbe venir fuori e, anche se ciò non avvenisse, comunque ne uscirebbe piuttosto appannata l’immagine del governo di centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche… signore e signori è incominciata la campagna elettorale per le politiche del 2027! Ma, si starà domandando qualche bravo ragazzo, la Magistratura mica partecipa alle campagne elettorali? Certo che bisogna proprio essere un bravo ragazzo per porsi una domanda del genere…
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