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V’è sempre il colpo in canna nella pistola delle gratuite polemiche

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Mariam Metwally
Invece di parlare sempre d’intolleranza e volontà di non integrarsi, almeno noi figli dell’Illuminismo cerchiamo di essere tolleranti laddove ci è possibile esserlo senza compromessi: la nuova pallavolista del volley di Busto Arsizio, Mariam Metwally, deve essere giudicata per la resa in campo, non per il suo copricapo

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Nella squadra di pallavolo di Busto Arsizio è arrivata la schiacciatrice della nazionale egiziana, Mariam Metwally, che è solita scendere in campo con i capelli coperti dalla hijab. È bastata questa notizia per far scoppiare una polemica da parte di chi ritiene ciò un oscurantista segno di sottomissione. Ebbene, pur non condividendo niente di una religione, quella islamica, che tra l’altro attribuisce la minorità delle donne alla volontà divina, nel caso della hijab non ci scandalizziamo.

E qui, lasciamo per qualche minuto Mariam alle sue faccende private, facciamo un passo indietro di oltre duemila anni per porci una domanda che, apparentemente, sembrerebbe fuori contesto: perché i discepoli di Gesù si scandalizzarono quando Maria Maddalena gli lavò i piedi e glieli asciugò con i suoi capelli?

A riguardo, bisogna tener presente che a quei tempi in Palestina si adottavano prevalentemente le tradizioni, le costumanze e la lingua aramaica e, sempre nella tradizione aramaica, il lavaggio dei piedi e la successiva asciugatura con i capelli era un preliminare sessuale, adottato soprattutto dalle prostitute.

Poiché il Corano ha assorbito molto sia dalla Bibbia che dal Vangelo, evidentemente vi ha preso anche la proscrizione per le donne di utilizzare i propri capelli per scopi lascivi, riservandone la visione soltanto al legittimo consorte. Sicché, a voler ridurre la questione ai minimi termini, per una donna islamica, non necessariamente islamista, andare in giro coi capelli al vento è come andare per strada in slip per un’occidentale.

E, poi, invece di parlare sempre dell’intolleranza degli altri (spesso a ragione purtroppo), almeno noi figli dell’Illuminismo cerchiamo di essere tolleranti laddove ci è possibile esserlo senza abdicazioni e compromessi: Mariam Metwally deve essere giudicata per la sua resa in campo, non per il copricapo!

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