Le spiaggiate
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In questo periodo di vacanze al mare, dove l’umanità interagisce più o meno svestita, si coglie maggiormente la deriva auto-sessista di molte donne che, smentendo le loro stesse battaglie per l’emancipazione di genere, ogni giorno di più inclinano a mostrarsi unicamente come le gestrici di bene allocati orifizi e protuberanze
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Saremmo degli ipocriti se sostenessimo che il corpo di una bella donna – ancorché generosamente esposto – ci lasci indifferenti, però adesso s’inizia a esagerare perché, chiunque si trovi al mare in questo periodo e abbia un seno appena più grande di due prugne e un fondoschiena seppur piatto ma con lo slip del bikini maliziosamente arrotolato tra le natiche, inizia a farsi selfie in quantitativi industriali per pubblicarli sui social. Poi, visto il numero di follower catalizzati, alcune di esse sognano addirittura di approdare su OnlyFans, la piattaforma di contenuti espliciti per adulti dove, in foto o in video, potranno esibire il proprio corpo a pagamento. A riguardo, noi che siamo degli immarcescibili liberali riteniamo che una persona, finché non infranga la legge o indugi in pratiche abiette, col suo corpo possa farci ciò che vuole.
Tuttavia, una volta riaffermato questo principio libertario, non possiamo esimerci dal fare qualche riflessione sulla deriva auto-sessista delle nostre amiche da spiaggia che, smentendo le loro stesse lotte per l’emancipazione, ogni giorno di più inclinano a mostrarsi come le gestrici di bene allocati orifizi e protuberanze: nessun pensiero mediamente profondo, nessuna battaglia di principio, nessun accenno a quanto resta ancora da fare per l’emancipazione del loro genere. Possibile che certe donne si percepiscano così? Qualcuno sostiene che le cose vanno avanti in questo modo dagli inizi del mondo e che perfino la Bibbia e il Vangelo hanno tramandato ai posteri storie di donne che… ehm… vollero gestire scientificamente la loro patonza e, per questa non sempre ben riuscita gestione, una di esse ci avrebbe addirittura precluso il paradiso terrestre per l’eternità. E così, glissando sul modo e sul mezzo con il quale, secondo noi, Eva avrebbe convinto quel minchione di padre Adamo a staccare dall’albero il pomo proibito, arriviamo alla Salomè del Vangelo che avrebbe fatto talmente allupare il re Erode Antipa con sinuose danze che questi, pur di conquistare le sue grazie e allo stesso tempo, tacitare la petulante suocera-amante-cognata, le regalò la testa del profeta Giovanni Battista, dopo avergliela fatta tagliare ovviamente.
Ritornando, invece, a questi giorni di canicola estiva quando spogliarsi (con giudizio…) diventa una necessità fisiologica, bisogna rilevare che, se il sessismo è un comportamento discriminatorio basato appunto sul sesso, la gabbia sessista le donne se la stanno costruendo da sole. Tra l’altro, se non fosse per la diversa qualità della “merce” fornita loro da madre natura e magari per il diverso colore dei capelli, nelle foto postate sui social ognuna di esse sarebbe né più e né meno l’una la copia dell’altra: seni o loro simulacri lasciati intravedere, sederino (o sederone) esposto in tutta la sua rotondità o piattezza e, immancabilmente, labbra serrate a culo di gallina. Come dire che quando ne hai visto uno di questi post, li hai visti tutti.
E noi, integerrimi e attempati fustigatori dei malvezzi muliebri quest’anno come ci regoleremo sulla spiaggia? Guarderemo commiserevoli altrove? Additeremo le invereconde del selfie tettonico-chiappesco al pubblico ludibrio? Ma no, faremo finta di leggere il giornale all’ombra dell’ombrellone mentre, da sotto gli occhialoni scuri, continueremo a scrutare la battigia dove l’acqua va e viene, così come la visione di natiche muliebri belle e brutte. Lo faremo per affinare il nostro spirito critico s’intende, checché ne pensi quell’inquacchiacarte malvissuto del vignettista Donato Tesauro, che in copertina ci ha disegnato entrambi nella veste di due attempati guardoni da spiaggia. Che cosa volete farci, siamo in piena estate e il sole picchia in testa anche agli artisti.
(Copertina di Donato Tesauro)
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