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I cessi inclusivi del Pd come la gallina di Onorio

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cessi inclusivi
L’ennesima assurdità del Pd bolognese ci ricorda un episodio della storia accaduto proprio in Emilia Romagna, precisamente a Ravenna, negli ultimi anni di vita dell’Impero Romano d’Occidente ormai attaccato da ogni parte dai barbari e con sovrani e generali che erano essi stessi barbari, mentre il giovane imperatore Onorio dedicava le sue energie a una gallina dal nome piuttosto impegnativo

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Mentre l’Emilia Romagna è ancora semi-isolata e buona parte dei suoi abitanti continua ad arrancare in un liquido maleodorante, infetto e putrido, perché l’acqua dei fiumi straripati si è mescolata con i liquami delle fogne e gli umori delle carogne degli animali affogati, la maggioranza del Pd nel Consiglio comunale del capoluogo, Bologna, ha avuto una pensata geniale: mettere in discussione e al voto un ordine del giorno per creare i cessi cosiddetti no gender nel nome, è stato sostenuto, dell’inclusione. Ci rendiamo conto che è difficile da credere che il Pd abbia fatto una cosa del genere in una regione che, a causa di una biblica alluvione, si trova impegnata in una difficilissima ricostruzione che forse richiederà anni, ma vi assicuriamo che le cose stanno esattamente così.

Oddio, bisogna anche dire che quello di Bologna non è stato certo il primo Comune italiano a preoccuparsi dell’abolizione dei sessi nei cessi (la rima è involontaria…), ma è stato certamente l’unico a farlo con i piedi in ammollo, mentre l’intera regione fatica perfino a ritrovare la preesistente fisionomia idrogeologica a causa dei macelli fatti dall’acqua e dalle frane.

Per la sua assurdità questo fatto ci ricorda un episodio della storia accaduto proprio in Emilia Romagna, precisamente a Ravenna negli ultimi anni di vita dell’Impero Romano d’Occidente, attaccato da ogni parte dai barbari e con sovrani che erano essi stessi barbari. Ebbene, in tali frangenti, più che preoccuparsi delle sorti dell’impero ormai alla fine, il giovane imperatore Flavio Onorio dedicava somma cura alla sua gallina preferita che aveva chiamato Roma, come la capitale di un regno che i suoi predecessori non avevano saputo difendere. Sicché, quando i concitati cortigiani vennero a riferirgli che Roma era perduta a causa dei Visigoti, a momenti a Onorio veniva un coccolone dal dispiacere. Dispiacere per la caduta dell’ex capitale dell’impero? Macché, per la gallina che credeva morta perché lui, nonostante il finimondo che si stava apparecchiando per ciò che restava del mondo latino, soltanto di quella si preoccupava.

Dopo milleseicento anni la storia si è ripetuta, solo che stavolta al posto della gallina di Onorio ci sono i cessi inclusivi del Pd bolognese, ciò mentre milioni di alberi non daranno frutti quest’anno e molte aziende di quella regione non sanno neppure se riusciranno a ripartire, i compagni si preoccupano di eliminare la bipartizione uomini – donne dalle porte dei cessi. E poi, dopo cotante stronzate (assieme a tante altre), se ne viene l’ineffabile capa nazionale dei piddini, Elly Schlein, a sostenere che il suo partito ha fatto l’ennesima figura di palta nelle urne, non perché fa cose assurde, non perché si è appiattito sulle posizioni dell’establishment, e neppure perché manca di una visione programmatica per il futuro, ma soltanto perché “Il vento a favore delle destre è ancora forte e c’è ancora”.

A riguardo, vorremmo fare osservare alla giovane segretaria che ci sarà pure una ragione per cui il vento ha preso a soffiare in favore delle destre… forse perché il Pd e la sinistra europea in generale hanno tradito la loro missione storica? Forse perché è venuto fuori che al Parlamento europeo i piddini, non i soli in verità, chiudevano gli occhi sui diritti dei lavoratori mediorientali in cambio di valige di euro?  Come vede, cara la nostra Elly, di stronzate d’impatto il suo partito ne ha fatte davvero molte, inclusa la peggiore: eleggerla alla sua guida. Insomma, con le vostre sconfitte la Destra non c’entra quasi niente, state facendo tutto da soli.

(Copertina di Donato Tesauro)

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