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Armi letali: facciamo un po’ di chiarezza prima di mettere l’elmetto

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armi letali
Non esistono armi non letali e se esistono non sono armi, anche se riesce difficile immaginare qualcosa che non possa essere utilizzato come un’arma, atteso che perfino una scheggia di vetro può diventare un’arma letale se impiegata per recidere la giugulare di un avversario. Come pure non esiste un’arma che sia eminentemente offensiva o difensiva: è l’impiego nella battaglia che le classifica, sicché la stessa arma può essere sia offensiva che difensiva

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L’ultima, gratuita bravata di Putin è stato il bombardamento di Kiev mentre era in corso la visita del segretario generale dell’Onu, eppure in Italia c’è molta gente che ritiene si possa dialogare con questo delinquente sociopatico. Nel frattempo, mentre nella cleptocrazia che sostiene il dittatore del Cremlino si fa a gara a chi spara la minaccia più terrificante contro la Nato e l’Occidente, i politici nostrani gareggiano, invece, a chi spara la cazzata più grossa per sostenere pecorinesche tesi pacifiste del tipo “Smettiamo di inviare armi agli ucraini, arrendiamoci tutti a Putin e, così, ritornerà la pace”.

Premesso che noi siamo pacifisti nel senso che ai disagi della guerra preferiamo senz’altro i vantaggi della pace, questo, però, non significa che siamo pronti e lieti di offrire le terga, la famiglia, la casa e il Paese al primo che dovesse puntarci contro un fucile, come pare siano disposti a fare la solita sinistra post comunista in compagnia di Giuseppe Conte, di Beppe Grillo e – udite udite – del Capitano Matteo Salvini. Transeat, in fondo ognuno è libero di avere i propri gusti in fatto di uso delle terga, ma almeno ci risparmiassero le cazzate!

In questi giorni, infatti, è tutto un profluvio di termini quali armi letali, armi non letali, armi offensive, armi difensive, armi pesanti, parole che il primo pirla che capita in televisione butta lì col sussiego di chi è convinto di stare appena un pelino sotto Carl von Clausewitz. Ebbene, a costoro vogliamo offrire – senza nulla a pretendere direbbe Peppino De Filippo – il contributo di una breve noterella esplicativa sulle armi.

Arma è qualsiasi oggetto che possa essere utilizzato come mezzo di offesa o di difesa e, quindi, non ne esistono di specificatamente offensive o difensive perché l’attribuzione di queste due qualifiche dipende dell’uso che se ne fa, come dire che dipende dal suo impiego nell’economia della battaglia. Un cannone o una mitragliatrice, per esempio, possono essere impiegati sia per tentare di arrestare un attacco nemico stando in difensiva, sia per accompagnare un attacco (o contrattacco) in fase offensiva. Perfino un drone disarmato può diventare una gagliarda arma offensiva se – come nel caso dell’affondamento dell’incrociatore Moskva nel Mar Nero – viene utilizzato per “distrarre” i sistemi di rilevamento dell’avversario mentre lo si colpisce con i missili. Ciò posto, si dovrebbe capire, speriamo, che non esistono armi non letali e se esistono non sono armi, anche se ci riesce difficile immaginare qualcosa che non possa essere utilizzato come un’arma, atteso che perfino una scheggia di vetro può diventare un’arma letale se impiegata per recidere la giugulare di un avversario.

Anche la polemica sulla fornitura di armi pesanti riferita, pare di capire, a cannoni e carri armati è gratuita perché, come sta drammaticamente dimostrando la guerra in Ucraina, i cannoni oggi servono a poco visto che il loro maledetto lavoro in un conflitto tecnologico lo svolgono “egregiamente” i missili tattici: le città ucraine le stanno radendo al suolo i missili dei russi e non i loro cannoni!

Chiudiamo con un’altra piccola osservazione ai signori colleghi dei media: quando parlate di uccisione o di esecuzioni di civili nei vostri interventi, non utilizzate il verbo “giustiziare” che, dovreste ricordarlo, deriva da giustizia. E non ci pare che Putin abbia attaccato l’Ucraina per somministrarne.

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