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Tognoli, il poeta che intinge la penna nel suo grande cuore

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Il saper rendere in versi gli invisibili, eterni flussi che sgorgano dall’animo umano, è sempre una sublime forma d’arte, perché capace di renderci partecipi delle emozioni e dei trasalimenti che si agitano nell’animo del poeta, e che sono anche nostri. Sicché, parafrasando una poesia di Ungaretti, possiamo dire che noi esseri umani altro non siamo che un grumo di sogni, un grumo che è capace di sciogliere e raccontare soltanto chi riesce a intingere la penna nel cuore

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Pier Mario Tognoli potrebbe essere tranquillamente definito con una montante similitudine: è un alpino, e gli alpini incarnano i valori della montagna, che è luogo di poesia, tant’è che gli antichi greci pensavano che la loro musa, Calliope, risiedesse su di un monte, il Parnaso

Per carità, non vogliamo fare accostamenti ardimentosi con la poesia lirica classica, però sfogliando la raccolta “Umili versi di vita” del Tognoli, appunto, è facile che si venga pervasi dalla sensazione di trovarsi nei pressi di una fresca fonte di limpida acqua, una vena aperta della terra dalla quale fuoriesce la sua linfa vitale in modo pacato e silenzioso, senza dar luogo a rutilanti cascate. Questo concetto, peraltro, lo ritroviamo espresso nella poesia Lago di Molveno: «…ti vivo nelle frescure/delle tue sponde/tra brezze leggere/e luccichii d’onde».  

Il saper rendere ai profani l’idea degli invisibili, eterni flussi che sgorgano dall’animo, è sempre una sublime forma d’arte, perché capace di renderci partecipi delle emozioni e dei trasalimenti che si agitano nell’animo del poeta, e che sono anche nostri trasalimenti e sogni. Sicché, parafrasando una poesia di Ungaretti, possiamo dire che noi esseri umani altro non siamo che un grumo di sogni, che è capace di sciogliere soltanto chi riesce a intingere la penna nel cuore, nel suo cuore, come ha fatto il nostro poeta.

Su di un punto dissentiamo dal poeta: sul titolo della raccolta Umili versi di vita. Ciò perché l’uomo che riesce a mettere sulla carta, per farne godere tutti, gli aliti del suo animo, potrà essere anche umile, ma di certo non possono esserlo i suoi versi, laddove si pensi che egli, magari senza proporselo, parla un linguaggio di affratellamento universale che lo rende caro sia agli uomini che agli dei. E, per quanto umilmente vissuta come dal Tognoli, questa capacità non è di tutti i mortali.

La raccolta reca la presentazione della musicista e giornalista polacca Izabella Teresa Kostka.

Il libro è stato pubblicato ed è reperibile per l’acquisto presso la Ctl Editore di Livorno (https://www.ctleditorelivorno.it/prod…/umili-versi-di-vita).

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