LOADING

Type to search

Notizie Principali Top News

Sesso malvissuto, il nuovo demone dei giovani di oggi

Share
Se ai ragazzi togliamo la buona scuola, la buona famiglia, i buoni insegnanti, i buoni preti, lo Stato giusto, una società meritocratica e la buona politica, non si capisce su quale piattaforma di valori essi dovrebbero basare la loro esistenza interiore. Né si comprende quali possano essere, alla fine, gli stimoli morali e sentimentali che dovrebbero caratterizzare i loro comportamenti con l’altro sesso
****

Ne sappiamo davvero poco sulla violenza sessuale di gruppo che Ciro Grillo, il rampollo del fondatore del M5S, avrebbe esercitato assieme ai suoi amici, il 16 luglio del 2019, su due ragazze nella villa di famiglia nella località sarda di Arzachena e, pertanto, non diremo niente sulle controverse dinamiche che avrebbero caratterizzato l’odioso reato. Come non diremo niente sulla rapidità degli interrogatori delle parti in causa avvenuti già ad agosto 2019 e che, però, fanno a pugni con la lenta, e non ancora avvenuta, messa a ruolo del procedimento penale pur in presenza di indagini che, per la natura, per il limitato numero dei soggetti coinvolti e per la tempistica del reato, non lasciavano prevedere che esse sarebbero state particolarmente lunghe. Parimenti faremo con il sospetto, da più parti adombrato, che le suddette lungaggini siano state dettate da un non ancora indagato agreement scellerato tra Pd, Cinque Stelle e la magistratura militante, per agevolare la nascita del governo Conte Due, un accordo che sarebbe saltato con l’arrivo di Draghi a Palazzo Ghigi e di Marta Cartabia al ministero della giustizia.

In realtà l’aspetto della vicenda che abbiamo trovato rivoltante è stato il comportamento del Grillo padre che, per giustificare il figlio sospetto stupratore, ha pubblicato un violento video nel quale appioppa, in buona sostanza, la qualifica di zoccola alla ragazza che aveva subito e denunciato lo stupro. Bell’esempio di padre, di cittadino, di educatore e (ahinoi!) di uomo che fa politica.

Non sono stati da meno del comico che ha in mano le sorti dell’Italia alcuni quotidiani laddove hanno scritto che “…a tratti due, a tratti tre ragazzi con i genitali scoperti, in un caso appoggiati sul capo dormiente della seconda presunta vittima”: scusate, al cospetto di tre giovani nudi che, mentre si fanno filmare sbattono il proprio bigolo sul capo di una ragazza, incapace di intendere e di volere perché dormiente e forse ubriaca, voi parlate ancora di presunta vittima, che poi sta per presunto stupro? Cioè voi considerate soltanto presunta la vittima di siffatte attenzioni? E se, invece, le classificassimo come stupro putativo in ogni caso?

Sono in molti in questi giorni che, a proposito della notte brava del rampollo di Grillo e compagnia, si sono trincerati dietro una banale ovvietà: i processi si celebrano in tribunale. Facendo finta di non sapere che le valutazioni politiche, sociali e di costume sono un’altra cosa rispetto ai processi giudiziari perché, se i primi devono stabilire le colpe, cioè “chi” abbia commesso il reato ipotizzato, le seconde devono cercare di capire “perché” accadono certe cose con sempre maggior frequenza.

Lungi dal volerci addentrare in un campo che non è il nostro, quello della sociologia, è doveroso fare qualche riflessione sugli adolescenti… li avete mai sentiti parlare tra loro, quando sono certi di non essere visti o ascoltati? Sono dei contenitori fragili e vuoti, senz’anima, che discorrono, giocano e litigano buttando fuori parole e concetti a ruota libera, senza il freno a mano di una religione vissuta, senza il filtro dell’educazione ricevuta in famiglia, perché la famiglia ha abdicato a questo compito, senza il supporto di una cultura di base che riesca ad andare oltre il web, incapaci di un confronto tra idee e persone reali, invece che tra profili social. Un tale disastro si è completato con la scuola pubblica, che di riforma in riforma, una peggiore dell’altra, dopo essere stata guidata da due filosofi del calibro di Giovanni Gentile e Benedetto Croce, è andata a finire nelle mani dei peggiori arnesi della politica, senza qualità, senza merito e qualcuno anche senza un adeguato titolo di studio.

Era fatale che con tali presupposti, in questa congerie morale, religiosa e culturale, la figura della donna, di una ragazza, fosse percepita dai suoi coetanei come un bene di consumo del tipo “usa e getta” al pari di tanti altri, come una dispensatrice di sesso e non anche depositaria di sentimenti e di diritti. Tutto questo si è reso possibile – e veniamo al nocciolo del problema – perché i genitori, spesso già di loro pessimi esempio di equilibrato ménage, non sono più in grado d’impartire un minimo di educazione sentimentale ai loro figli come facevano, sebbene alla loro maniera, i genitori di un tempo che, con molta superficialità, siamo soliti liquidare come tempo superato.

Superato?

Per la cosiddetta parità di genere certamente sì, ma non per i ruoli, non per il senso della misura dei ragazzi. Vediamo, oggi, genitori che si preoccupano d’insegnare ai figli come si sta a tavola, come s’impugnano le posate, ma considerano tabù parlar loro di come si sta con una ragazza, di come si conquista una ragazza, o di come se ne conserva l’affetto, o di come se ne guadagna il rispetto e la stima. E se ai ragazzi togliamo la buona scuola (in tempi di pandemia poi…), la buona famiglia, i buoni insegnanti, i buoni preti, lo Stato giusto, una società meritocratica e la buona politica, su quale piattaforma di valori essi dovrebbero basare la loro esistenza? Quali sono, alla fine, gli stimoli morali che dovrebbero stimolare i loro comportamenti?

Esattamente quelli che, indipendentemente dall’eventuale cointeressenza penale dell’accadimento, hanno guidato il figlio di Beppe Grillo e dei suoi compagni quella notte di due anni fa ad Arzachena mentre facevano a pezzi la dignità e l’amor proprio di due ragazze, riprendendo pure la loro bravata col telefonino perché nel loro universo morale “così si fa”.

E siccome ogni foglia è figlia dell’albero che la produce, Beppe Grillo, il fustigatore dei costumi altrui, il genitore-educatore, ha dimostrato di trovarsi a proprio agio in questo universo morale. Perfino più del figlio e dei suoi compagnucci.

Potrebbe interessarti anche Commettere un reato sulla tazza del cesso

Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *