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In galera! Sono razzista da quando avevo cinque anni e non lo sapevo

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La narrazione del razzismo fatta dai liberal statunitensi, che amano denigrare il loro Paese anche più di noi italiani, trascura sempre un particolare che invece è fondamentale per capire quanto essi siano in malafede: non si può considerare diffusamente razzista una nazione che per affrancare gli afroamericani dalla schiavitù affrontò una guerra civile che durò quattro anni e fece, complessivamente, 750.000 morti, un numero decisamente  terrificante per i tempi che  correvano
 – Enzo Ciaraffa –

In adesione alle proteste anti-razzismo in USA seguite all’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia, la catena svizzera dei supermercati Migros ha deciso di togliere dai propri scaffali i dolcetti al cioccolato conosciuti come i Testa di moro oppure Moretti, con una motivazione che la dice assai lunga, non tanto sull’assurdità della decisione, quanto sui reconditi obiettivi che la “Migros” si propone: «Ci è chiaro che anche la nostra decisione creerà discussioni». E creare discussioni significa pubblicità a costo zero per la sua catena di supermercati.

Qualcosa del genere ha fatto la piattaforma di streaming online HBO Max che ha tolto dal proprio catalogo il film “Via col vento” perché considerato razzista, un film tanto razzista, aggiungo io, che l’attrice di colore Hattie McDaniel, che vi interpretò la parte di Mammy, vinse un Oscar per la sua incomparabile interpretazione, sapete quella statuina che avevano inventato i biechi bianchi un decennio prima. Comunque, subissata dalle critiche, la piattaforma di HBO ha reso noto che il film (che è a pagamento!) ritornerà, ovviamente, in circolazione dopo il lavacro purificante di una “discussione sul contesto storico”. L’ipocrisia tipica del puritanesimo dei liberal USA: disinfettare il denaro con degli esercizi intellettuali prima di metterlo in saccoccia! Peraltro, anche in questo caso, la pubblicità sarà a costo zero per la piattaforma grazie all’ennesima discussione.

Non parlo poi della furia stupidamente iconoclasta di coloro che in America stanno abbattendo, in questi giorni, le statue dell’altro grande razzista e colonialista che scoprì il continente americano, quel tal Cristoforo Colombo i cui successi e scoperte ce li contendiamo sia noi che la Spagna. E perché non abbattere anche le statue di Amerigo Vespucci che alle Americhe aveva dato addirittura il proprio nome? Ove tutto questo dovesse accadere non avrei nulla in contrario, per carità, purché gli indigeni americani tornino poi a chiamarsi Toro Seduto, Aquila Bianca ed a vivere nei tepee invece che nei grattacieli.

Peraltro, la narrazione sul razzismo dei liberal statunitensi, che amano denigrare il loro Paese anche più di noi italiani, trascura un particolare che è fondamentale per capire quanto essi siano in malafede e – come i “democratici” nostrani – non riescono a scegliere tra storia e antistoria: si può considerare diffusamente razzista un Paese che per affrancare gli afroamericani dalla schiavitù affrontò una guerra civile che durò quattro anni e fece, complessivamente, 750.000 morti, un numero spaventoso per quei tempi? Certo molte cose ci sono ancora da fare per realizzare la reale parità dei cittadini statunitensi di ogni colore, ma non crediamo che ciò si possa ottenere con l’interpretazione antistorica della storia, negando quella che fu la realtà, bella e brutta, del passato. Anzi, se non vogliamo ripetere gli errori di quel passato, dobbiamo ben conservarne il ricordo: il film “Via col vento” è un capolavoro proprio perché è capace di imprimere nella nostra memoria il ricordo di un passato seppur brutto, come esortazione e monito.

Due domande a questo punto s’impongono: dobbiamo far sparire dalla circolazione anche i film sugli antichi romani che non erano razzisti ma lavoravano comunque nel sangue per edificare ed estendere l’imperio della caput mundi? Dovremmo smettere di seguire i precetti della Bibbia o del Corano che, se letti e applicati in un certo modo, in quanto a razzismo e violenza neppure ci vanno leggeri? In realtà, come i testi sacri, i personaggi e gli eventi sono figli delle consuetudini del loro tempo. Vittorio Emanuele II, uno dei nostri padri della patria, che allacciò una relazione con Rosa Vercellana, la figlia del suo tamburino maggiore, quando questa aveva soltanto quattordici anni, oggi verrebbe denunciato per il reato di pedofilia! All’epoca, invece, contrarre certi legami amorosi era una pratica normale, anche perché normalmente – causa la brevità della loro vita riproduttiva –  le ragazze, specialmente quelle appartenenti ai ceti popolari, si sposavano giovanissime, quasi adolescenti.

Vuoi vedere che sono pure io un razzista anche se nelle mie vene, in quanto originario della Magna Grecia, scorre sangue osco-etrusco mischiato a quello di latini, degli africani di Annibale, dei celti, arabi, dei normanni, di angioini e spagnoli?  E sì, il sospetto di essere un bieco razzista fina dalla più tenera età mi è venuto in queste ultime ore, perché ho ricordato che da bambino ero ghiotto di Moretti che in Campania dove sono nato si chiamavano Chicchirichì. E se questo passato così compromettente potrebbe essermi perdonato, visto che all’epoca avevo soltanto pochi anni di età, di certo le SS del pensiero unico, del politicamente corretto non mi perdonerebbero il fatto di continuare ad usare, oggi che sono vecchio e intemerato, il lucido per scarpe della tonalità testa di moro: a proposito, a quando la sua rimozione dagli scaffali dei negozi e a me la denuncia per pratiche spazzola-razziste?

Che volete, il confine tra razzismo e pochade, tra dittatura e stupidità, è sottile, talmente sottile che non occorre un grande impegno intellettuale per oltrepassarlo, a volte basta anche una boldrinata qualsiasi e, ops, si passa dal lucido testa di moro alle teste di ….. .

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