LOADING

Type to search

Home Notizie Principali Top News

Enrico batte Elly un milione a cinquantamila

Share
piazza del Popolo
La segretaria del Pd, Elly Schlein, galvanizzata dalla presenza di 50.000 persone venute nella piazza del Popolo di Roma per ascoltarla, si è librata in esagerati voli pindarici mentre avrebbe fatto bene a meditare partendo proprio dal dato numerico da lei orgogliosamente strombazzato sul palco, perché quello che può essere considerato un proto piddino, Enrico Berlinguer, in quella stessa piazza ci portava un milione di persone come niente

*****

Per carità, ognuno è liberissimo di prodursi in pippe mentali, ma non per questo condividiamo i toni trionfali di Elly Schlein e del suo stato maggiore i quali, dopo aver messo in campo una logistica di 175 pullman e 6 treni speciali, lo scorso 11 novembre sono riusciti, secondo una loro stima, a portare in piazza del Popolo a Roma 50.000 persone. «Da qui parte l’alternativa che vogliamo costruire – Da questa piazza parte una fase nuova», ha detto dal palco la segretaria del Pd, lasciando intendere che il bagno di folla poteva considerarsi un suo personale successo oltre che il trampolino di lancio del partito nelle prossime tornate elettorali. E invece, per come la vediamo noi, è vero l’esatto contrario: a piazza del Popolo s’è visto un altro film, a partire proprio dal dato numerico da lei orgogliosamente strombazzato sul palco, perché il proto piddino Enrico Berlinguer, in quella stessa piazza, ci portava un milione di persone ogni volta che saliva sul palco!

Ma nemmeno sul piano politico quello della Schlein può definirsi un successone, perché sabato scorso il capo dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha sì fatto una rapida comparsata nella piazza, ma per marcare le differenze e ribadire che lui è per il campo buono e non per quello largo vagheggiato dalla segretaria piddina, sottintendendo che il campo buono potrebbe essere soltanto quello dove l’arcipelago progressista lo ricandidasse a Palazzo Chigi.

Elly, però, non ha soltanto il problema di dovere aggregare grillini e progressisti nel futuro rassemblement di Sinistra che dovrebbe sconfiggere il Centrodestra, ne ha un altro anche col sindacato, dal momento che il segretario della Cgil, Maurizio Landini, non fa mistero di voler esercitare una certa influenza sulla Sinistra italiana dal momento che è lui a fornirle le Sturmtruppen, come pare abbia in mente di fare con cinque scioperi contro il governo già programmati. Il primo si farà il 17 novembre (che è un venerdì…), con il quale sarà colpito il comparto dei trasporti bloccando di fatto il Paese. Non saremo certo noi a schierarci contro il diritto di sciopero, tuttavia, troviamo abbastanza pretestuosa la motivazione addotte stavolta da Landini che ha in avversione la manovra economica del governo Meloni, che certamente non è il New Deal rooseveltiano, ma lui dov’era quando in dieci anni di governo il Pd non riusciva neppure a metterlo in agenda quel salario minimo che, tra le altre cose, adesso si pretende dalla Meloni? Dunque, non è stato certamente un caso se il Garante per gli scioperi ha richiamato la Cgil a rimodulare l’agitazione programmata perché, così come è stata congegnata, non possiede i requisiti richiesti da uno sciopero generale. A riguardo si ricorda che la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali è un’autorità amministrativa indipendente prevista dalla legge 12 giugno 1990, numero 146, ma per Landini & C. i suoi deliberati non valgono un cacchio… questi sono gli amanti della giustizia sociale e dell’ordine, gli alleati di Elly.

E, per finire, neanche dentro il Pd sono omogeneamente d’accordo con la segretaria. Il leader della Base Riformista Lorenzo Guerini ci ha tenuto a ribadire infatti che, nonostante la visione ecumenica della Segretaria a piazza del Popolo, il partito non è autosufficiente, vale a dire che, senza Conte, Renzi e Calenda, non si riuscirà a costituire una valida alternativa al Centrodestra. E crediamo che, con la sua uscita, Guerini intendesse ricordare alla Segretaria che senza l’apporto della sinistra moderata il Pd non conquisterebbe i ceti medi, il popolo delle partite Iva e i cattolici, per quel che oggi ancora valgono. Peraltro, da piazza del Popolo abbiamo sentito provenire molte critiche al governo, ma di proposte alternative neanche una, se si eccettuano i soliti slogan generalisti da parte di Elly Schlein che, lo riconosciamo, è bravissima a suscitare ardori sessantottini. Ma non si è ancora resa conto di stare a guidare un partito che non può esibire un onorevole passato, che è condannato a inseguire gli uzzoli della piazza (altro che populismo della Destra!), che non ha una visione univoca della politica estera e al suo interno scalpitano tanti, troppi, cavalli di razza. Oddio, in realtà sono brocchi anch’essi, visto che portano in groppa una signora che, nel mentre parla di salario minimo di nove euro per i lavoratori, paga trecento euro l’ora una tizia che le consiglia come abbinare i vestiti… il solito old fashion della Sinistra al caviale.

Potrebbe interessarti anche Ciao piccola Indi

Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *