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Se li volete eccezionali, donate loro la normalità

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I genitori non dovrebbero caricare di aspettative la vita dei loro ragazzi che, anche in presenza di un fratello, di un padre o di una madre particolarmente brillanti, hanno tutto il diritto di essere “normali”, e quanto più essi lo sono tanto più hanno bisogno di sentirsi accettati ed amati

– Enzo Ciaraffa –

desperate-2100307_1920Ieri, intorno a mezzogiorno, Giada Di Filippo, una studentessa universitaria ventiseienne iscritta alla facoltà di Scienze Naturali dell’Università Federico II di Napoli, è salita all’ultimo piano dell’ateneo e si è lanciata del vuoto, mentre nell’Aula Magna i congiunti ignari, giunti da Sesto Campano (Isernia), erano in attesa di assistere alla sua seduta di laurea.

Perché una splendida ragazza, descritta come “solare” da chi la conosceva, ha deciso di farla finita proprio il giorno della sua laurea? Ebbene, pare che la causa del suo insano gesto sia stata il fatto che la poverina non aveva completato gli esami e che, quindi, ieri non si sarebbe potuta laureare.

Immaginiamo il sentimento di vergogna e di colpa che si agitava nell’animo della ragazza mentre i familiari, vestiti a festa, erano in giuliva attesa di congratularsi con la loro neo-dottoressa. Già, i familiari in attesa… forse la causa del gesto di Giada è da ricercarsi proprio nelle attese della famiglia.

Sì, perché mentire sulle proprie performance, millantare percorsi di studi scoppiettanti o che siano almeno in linea con il calendario, è tipico di quei ragazzi che devono misurarsi con un brillante modello universitario, magari di un fratello, della mamma oppure del papà. Ciò avviene quasi sempre in una famiglia a modo che, senza volerlo, ha caricato girl-218706_1920sulle esili spalle dei ragazzi più aspettative di quanto essi ne possano reggere e che, come Giada, vivono lontani dalle loro case per ragioni di studio, lontani da quegli “affetti speranzosi” che tramutano il loro ritorno settimanale o mensile al paesello natio – dove tutti si conoscono e si giudicano – in una sorta di pubblica esposizione del loro brillante genio universitario. Come deludere la gioia di cotante aspettative?

E così parte la prima bugia all’insegna del «… tanto poi mi darò da fare e recupererò gli esami che sto millantando». Ma una bugia è come una calamita, ne attira tante altre, fino a creare quell’edificio della disperazione dal quale, qualche volta, ragazzi più fragili di altri decidono di lanciarsi per porre fine in solitudine al loro sentimento di vergogna.

Ecco, ai genitori che amano i figli (soprattutto a loro…), vorremmo raccomandare di non caricare di aspettative la vita dei loro ragazzi che, anche in presenza di un fratello, o di un padre, o di una madre particolarmente brillanti, hanno tutto il diritto di essere normali, e quanto più essi lo sono tanto più hanno bisogno di sentirsi accettati ed amati.

Fate capire ai vostri figli che un esame universitario saltato non è la fine del mondo, che li amereste anche se essi decidessero di fare gli idraulici od i netturbini e che, in fondo, il mondo sopravvive e si regge sulle spalle di persone normali. Come loro.

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