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Lettera a un turista

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Riteniamo non si possa scrivere seriamente quando si parla di un governo che vorrebbe irrobustire i flussi turistici imponendo il cosiddetto distanziamento sociale, massacrando i trasporti, gli albergatori e i ristoratori. Senza contare che il turista, solo per godere del bonus vacanze, dovrebbe assolvere almeno cinque adempimenti burocratici ai quali se ne aggiungerebbe un sesto qualora egli decidesse trascorrere le vacanze al mare

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Caro turista,

dopo che per mesi sono state fermate aziende che adesso non ne vogliono proprio sapere di ripartire, dopo aver messo insieme un debito pubblico che, con lacrime e sangue, dovranno pagare le prossime quattro generazioni, ci siamo finalmente ricordati di te che alimenti il 13% del nostro Pil con 237 miliardi di fatturato annuo. E ce ne dovevamo ricordare per forza, perché ormai possiamo sperare soltanto in un po’ di valuta che, dai tuoi risparmi, prenda la strada delle nostre disastrate casse pubbliche. A tal fine abbiamo inventato per te il bonus vacanze, per fruire del quale però dovrai prima consultare il sito dell’Inps, poi esibire l’Isee, la Dsu, oltre a munirti di uno Spid e di un’App Io. Facilissimo, non ti pare?

Ma non è tutto perché, anche quando avrai rimediato il bonus, poi dovrai decidere dove spenderlo.

Vorrai farlo in riva al mare? Niente di più semplice, purché tu abbia uno smartphone ed una carta di credito, e sappia usarli entrambi, oltre ad avere un’altra App del tipo Metawellness per poterti prenotare. Ma quand’anche trovassi posto sulla spiaggia prescelta, dovrai metterti sotto l’ombrellone come un ebete impedito, distanziato due metri dai tuoi vicini, i tuoi figli non potranno giocare sull’arenile e sarete tutti muniti di un collare… pardon, di un braccialetto Labby Light che si metterà a vibrare quando non rispetterete le distanze interpersonali imposte per legge.

Il governo del lockdown ad oltranza poi aveva mostrato una certa lungimiranza per attrarre tanti altri turisti, assieme a te, pensando di agevolare gli spostamenti su rotaia con l’abolizione delle distanze interpersonali sui treni, in modo che questi potessero procedere a pieno carico. Questo il 31 luglio, ci ha ripensato su di notte e il 1° agosto si è rimangiato tutto, costringendo le ferrovie ad annullare migliaia di biglietti e di prenotazioni.

Ma anche sul piano sanitario potrai dormire tra due guanciali perché il governo è così certo della tua impermeabilità ai virus che, per rendere più folclorica e carica di suspense la tua vacanza, sta mandando in giro per il Paese migliaia di immigrati irregolari, molti dei quali fuori controllo e alcuni positivi al Covid-19. Altri, invece, li sta mettendo su navi da crociera ancorate al largo delle nostre coste, ma questa è una vacanza, non è un sequestro di persona… almeno così assicurano dal governo che, te lo diciamo giusto per divertirti, fino allo scorso mese di maggio aveva mobilitato tre forze armate e cinque corpi di polizia per rincorrere i vecchietti che non osservavano la quarantena.

Ci sembra di sentirti, caro turista: «In che caz .. di Paese viviamo!».

Il Paese è quello di sempre – un po’ cialtrone, un po’ vittima di se stesso –  e vivere è un verbo molto impegnativo per un popolo che si è sempre accontentato di sopravvivere alla sua classe politica.

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