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Le dittature invisibili, le peggiori

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Appena si è incominciata a ventilare l’ipotesi che Forza Italia potesse allearsi con Salvini, ma anche con il nuovo partito di Renzi, polverizzando in ogni caso l’attuale governo PD-M5S alla prima elezione possibile, sono accaduti fatti la cui contemporaneità è sospetta: la procura di Firenze ha indagato il cassiere del nuovo partito di Renzi per “Traffico d’influenze illecite” e, rispolverando un procedimento del 1993, Berlusconi quale mandante di alcuni delitti di mafia e perfino dell’attentato al giornalista e conduttore televisivo Maurizio Costanzo
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È sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederlo il fatto che l’economia, la politica, gli organismi sovranazionali come l’ONU, l’UE, la Chiesa e organi un tempo di mediazione e di controllo sul sistema di potere come i media, si muovono all’unisono, con un sincronismo che a dir poco sconcerta. Tuttavia, non abbiamo mai preso sul serio la folclorica teoria del “grande vecchio” ma, semmai, quella della “grande paura” dell’establishment globale.

Quando viene a crearsi una situazione di tal genere, e cioè quando le classi di potere incominciano ad aver paura del popolo, della sua maturità, della sua capacità di analisi e di critica, quando esse vedono minacciate dal voto del popolo cariche e privilegi ottenuti in barba alla meritocrazia, pensano di potervi porre rimedio calpestando con ogni mezzo la volontà popolare. Sbaglia, però, chi pensa che quello della conculcazione sia soltanto un problema italiano, da noi avviene solo in modo più sfacciato. In queste ultime settimane, infatti, anche in Paesi diversi e lontani dal nostro, abbiamo assistito a degli avvenimenti che, a valutarli con disincanto, ci accorgiamo che, volente o nolente, ubbidiscono ad un medesimo disegno.

Italia. – Il papa, che dovrebbe occuparsi dei non pochi problemi che affliggono la Chiesa di oggi, parlando ad un gruppo di fedeli delle Ferrovie, ha lodato la TAV, giusto per dare una mano a Conte e al PD, che sull’alta velocità hanno idee alquanto diverse dai loro alleati grillini, e per essere in sintonia con i padroni dell’Europa, Francia e Germania, che per accreditare Conte si sono si sono spesi pure molto. Per costoro, in fondo, vanno bene anche dei leader usciti da alchimie di palazzo pur di eliminare dalla scena i “soggetti pericolosi” per la loro egemonia politica ed economica in Europa, soggetti per capirci come Matteo Salvini e Marine Le Pen, ciò con l’entusiastica collaborazione della magistratura. Questa, infatti, ha lasciato cadere pressoché nel dimenticatoio i più efferati delitti degli ultimi anni commessi da immigrati ma non si è dimenticata di indagare i responsabili del “Papeete Beach”, amici del leader della Lega, come non ha dimenticato di mettere sotto inchiesta i poliziotti che – come facevano da anni con i bambini della spiaggia –  lo scorso luglio a Milano Marittima hanno fatto salire il figlio di Salvini sulla moto d’acqua. La parola d’ordine è: fate terra bruciata intorno al leader della Lega! In compenso non sappiamo più niente del figlio di Grillo, il comico ma forse tragico co-regista dell’attuale governo, accusato di violenza sessuale di gruppo.

Peraltro, non appena si è incominciata a ventilare l’ipotesi che Forza Italia potesse allearsi con Salvini, ma anche con il nuovo partito di Renzi, polverizzando in ogni caso l’attuale governo PDM5S alla prima elezione possibile, sono accaduti fatti la cui contemporaneità è sospetta: la procura di Firenze ha indagato il cassiere del nuovo partito di Renzi per “Traffico d’influenze illecite” e, rispolverando un procedimento del 1993, Berlusconi per essere stato il mandante di alcuni delitti di mafia e perfino dell’attentato a Maurizio Costanzo.

Austria. – Uno scandalo a luci rosse, fatto scoppiare nel tempo giusto e che ha coinvolto il suo leader Strache, ha fatto perdere 10 punti percentuali alle elezioni politiche austriache al FPOE, il partito dei nazionalisti austriaci… ovviamente fuori dal coro degli europeisti e degli immigrazionisti ad oltranza come, invece, lo sono la Chiesa e l’Unione Europea. Il tutto a vantaggio dei Verdi, lo stesso movimento del presidente Van der Bellen che non vedeva l’ora di levarsi dai piedi il FPOE… un po’ come Mattarella con la Lega.

Inghilterra. – Avvalendosi di una legge britannica (la prorogation), il primo ministro Boris Johnson aveva richiesto alla Regina di sospendere le attività del Parlamento per cinque settimane, precisamente fino al 31 ottobre. Ciò al fine di poter chiudere una volta per tutte i negoziati per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, senza le indecisioni di un Parlamento che non sa scegliere tra il no deal e l’aperta sconfessione della Brexit, ovvero della volontà popolare della maggioranza dei cittadini inglesi, il che da quelle parti costituirebbe un fatto gravissimo. Passaggio obbligato, dunque, quello di Boris Johnson. Ebbene, la Corte Suprema inglese ha ritenuto illegale la sospensione del Parlamento disposta dalla Regina imponendone la riapertura, sconfessando in un solo colpo il capo dello Stato, il capo della Chiesa anglicana e il capo del governo inglesi.

Stati Uniti. – In vista delle elezioni presidenziali del 2020, i democratici americani, i fratelli di sangue dei piddini nostrani, con Nancy Pelosi che aveva giurato di rendere difficile la vita a Trump già all’indomani della sua elezione, stanno cercando di attivare contro di lui, che avrebbe buone possibilità di essere riconfermato per un altro mandato alla Casa Bianca, la procedura dell’impeachment, fondandola su di una sua telefonata all’attuale presidente ucraino, Zelens’kyj. Nel colloquio telefonico incriminato, Donald Trump avrebbe chiesto al suo omologo dell’Est di adoperarsi per far aprire un’inchiesta sul probabile candidato democratico e suo rivale nella prossima corsa alla Casa Bianca, Joe Biden, e sul figlio, ex dipendente della società ucraina di gas naturale “Burisma”. Tra l’altro nel 2016, in veste di vice presidente di Barack Obama, fu proprio Joe Biden a chiedere alla presidenza ucraina di far licenziare il magistrato che aveva aperto un’indagine sulla predetta “Burisma”, che aveva sul proprio libro paga suo figlio Hunter. In questi continui tentativi di eliminare Trump dalla scena politica, i democratici americani sono in buona e nutrita compagnia perché, come in Italia il PD, hanno dalla loro il 90% dei media, la classe dirigente e addirittura alcuni repubblicani… manca loro soltanto un dettaglio: il popolo sovrano!

Adesso non è che vogliamo sostenere che il papa, la magistratura italiana, la magistratura inglese della Corte Suprema, Di Maio, Zingaretti, Mattarella, Nancy Pelosi e Van der Bellen si siano scientificamente messi d’accordo, ma è innegabile che il loro obiettivo sia lo stesso: abbattere i personaggi scomodi per l’establishment, tutti quelli che, come dicono a Roma, “nun ce vonno stà”. In ogni caso, gli obiettivi liberticidi di cotanti democratici (e gerarchie ecclesiastiche…) sono molto agevolati dall’informazione globalizzata, che per interesse somma e amplifica le grida di consenso ai loro disegni e trascura d’indagare il pensiero delle maggioranze silenziose, quelle stesse che ad ogni libera elezione puntualmente frustrano e vanificano i loro disegni.

A voler discettare compiutamente di ciò che sta avvenendo nella democrazia globale ci vorrebbe più spazio e persone più qualificate di noi, ma quattro domande, però, dobbiamo iniziare a porcele per addivenire ad una qualche prima conclusione: è normale in dei sistemi che si definiscono “democratici” che avvenga ciò che sta avvenendo in Italia, in Inghilterra e negli USA? È normale ed è democratico il rifiuto del responso dei popoli quando questo vanifica i disegni dell’élite?  Viviamo ancora in una democrazia sostanziale oppure nel suo guscio vuoto? Dobbiamo prepararci a replicare su scala globale una rivoluzione o sono diventate antidemocratiche e disdicevoli anche le lotte per la libertà dell’uomo sull’oppressione dei sistemi di potere?

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