LOADING

Type to search

Home Notizie Principali Top News

Grilli, larve, locuste e vermi: buon appetito all’incoerenza

Share
grilli
Sarebbe interessante sapere quali cibi mettono sulla loro tavola coloro che, pagati da noi, da Bruxelles vorrebbero farci mangiare grilli, larve, locuste e vermi, senza peraltro poterli annegare in un bicchiere di vino che, sempre loro, hanno dichiarato pericoloso per la salute indipendentemente dal quantitativo consumato, al pari di droga e tabacco

– Enzo Ciaraffa –

Nonostante sia avanti con gli anni ormai, ho ancora bene impresso nei ricordi un accadimento di quando frequentavo la seconda classe elementare in un paesino della Campania. Prima di andare avanti, però, dovete sapere che in dialetto campano il gatto viene chiamato mucella e il topo sorice.

Accadde che un giorno la maestra portò in classe alcuni cartelloni a colori – su uno dei quali era rappresentato un gatto che mangiava un topo – e ci invitò a descrivere la scena sul quaderno con parole nostre. Allora, pensammo noi virgulti in grembiulino nero della futura classe dirigente italica, se in dialetto gatto si dice mucella la sua forma italiana sarà mociallica. Per il topo, invece, giusto per essere sicuri di non sbagliare, mettemmo ambedue i termini, quello in italiano e quello in dialetto. Sicché, nonostante qualche piccola variabile da scolaro a scolaro, questo è quanto riportò la nostra incerta calligrafia riguardo alla scena del gatto che mangiava il topo: «La mocialllica mangia il topo sorice».

Ebbene, a distanza di sessantacinque anni da quell’episodio non avrei mai potuto immaginare che, se non ci ribelliamo subito, il perverso impero del politicamente corretto le mocialliche e i sorici ce li farà ritrovare sulla tavola. Oggi un cartellone come quello di tanti anni fa sarebbe improponibile perché, sostengono i cosiddetti esperti, farebbe male alla psiche dei ragazzini, gli stessi che, poi, sul loro smartphone incontrano le foto del mercato della carne di cani e gatti (scuoiati bolliti e fatti a pezzi) in Cina e tante, tantissime altre “novità” non proprio educative e salutari per la loro psiche.

Come se non bastasse, la Commissione Ue Europe’s Beating Cancer Plan vuole introdurre in ambito comunitario il principio secondo il quale il consumo di alcol, a prescindere dalla quantità assunta, è da ritenersi dannoso per la salute come le sigarette e la droga. Anzi, l’immunologa Antonella Viola ci ha messo un carico da novanta sostenendo che «chi beve ha il cervello più piccolo». Forse la dottoressa Viola si riferiva al suo di cervello perché i greci e gli antichi romani, pur essendo grandi viticoltori e buoni bevitori di Falernum, di Caecubum, e di Albanum avevano il cervello talmente largo che fondarono due imperi, l’Europa, le lingue europee, la filosofia, il concetto di democrazia e una civiltà che era globale già duemila anni fa.

Nel 2010 la Rai cacciò il cuoco e giornalista Beppe Bigazzi perché, in veste di editorialista della trasmissione la Prova del cuoco, aveva spiegato in diretta televisiva come si cucinava un tempo il gatto in alcune regioni italiane quali il Piemonte, la Toscana e il Veneto. Eppure quanto aveva detto Bigazzi in diretta a proposito dei gatti era storicamente incontrovertibile!  Ma tant’è… oggi in questo Paese neppure di storia dell’alimentazione si può più parlare, se non lo si fa nascondendo le verità non gradite al sistema di potere.

Anche un tale conformismo, però, dovrebbe avere una sua coerente linea di condotta, sennò è solo ipocrisia, oppure serve a interessi che con la corretta alimentazione umana hanno poco a che vedere. Ma se le immagini di gatti che mangiano i topi non si possono proporre ai bambini, se non si può dire che un tempo in Italia si mangiava la carne di questo felino, come può l’Unione europea pensare di farci mangiare grilli, larve, locuste e vermi? Senza parlare del fatto che le larve, essendo organismi al primo stadio evolutivo, potrebbero imparare a “colonizzare” altri cibi e culture tradizionali con effetti al momento imprevedibili.

Per concludere, visto che, secondo i seguaci del politicamente corretto green, le scoregge delle mucche sono la principale causa del buco nell’ozono e pertanto andrebbero eliminate dalla faccia della terra, in futuro cos’altro metteremo sulle nostre tavole al posto di un profumato ossobuco: topi allo spiedo, bisce al carpione, gatti in salmì e cani al forno, cracker ai grilli?  Mi punge un interrogativo finale: quali cibi mettono sulla loro tavola coloro che, pagati da noi profumatamente per non far niente nell’Ue, vorrebbero farci mangiare grilli, larve, locuste e vermi?

Potrebbe interessarti anche L’educazione di un figlio: la differenza tra successo e fallimento in soli 20 minuti

Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *