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Ferdinando Pagani alla Galleria Boragno di Busto Arsizio

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Ferdinando Pagani
L’artista lombardo riesce a muoversi col pennello nell’ambito delle diverse sfumature del colore Rosso – Magenta, un esercizio non privo di grande bravura e padronanza della tecnica, se si pensa che il Magenta è un colore col quale non è facile misurarsi manualmente perché non fa parte dello spettro ottico, nel senso che la sua tonalità non può essere generata con la luce di una singola lunghezza d’onda

– Enzo Ciaraffa –

Nel caso del pittore Ferdinando Pagani ho conosciuto prima alcuni suoi quadri e poi l’artista e, in fondo, è stato meglio così perché il mio giudizio sulle sue opere (per quello che può valere…), esposte presso la Galleria Boragno di Busto Arsizio, si è formato senza nessun condizionamento reverenziale e posso perfino riassumerlo brevemente: le sue opere mi sono piaciute!

Però, siccome il piacere e la competenza non sono la medesima cosa, dopo aver visitato in religioso silenzio la mostra “Evoluzioni”, ho voluto parlare con l’autore delle opere esposte, per capire fino a che punto fosse corretto il convincimento di trovarmi al cospetto di una rappresentazione della realtà straordinariamente innovativa e, per quanto mi consta, anche insolita, oserei dire in una dimensione 3D.

È stato così che ho scoperto il maestro Ferdinando Pagani, diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Milano, una persona garbata e gradevole come in genere sono gli uomini grandi, al quale ho subito chiesto dei materiali utilizzati per le opere esposte, lontano anni-luce dall’immaginare la risposta: carta Rosaspina, bitume, caffè e vino rosso!

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Ebbene, con tali elementi Pagani è riuscito, com’era suo intento d’altronde, a muoversi nell’ambito delle diverse sfumature del colore Rosso – Magenta, un esercizio non privo di elevata bravura e padronanza della tecnica, se si pensa che il Magenta è un colore che non fa parte dello spettro ottico, nel senso che la sua tonalità non può essere generata con la luce di una singola lunghezza d’onda. Peraltro, l’artista non è nuovo alla visione/rappresentazione spettrografica del Rosso-Magenta nelle sue opere perché, già a settembre del 2020, ne diede un magnifico anticipo nella mostra “Luci, colori, vibrazioni” tenuta presso il Palazzo Cicogna di Busto Arsizio.

Ma – come sogliono concludere coloro che come me hanno un orizzonte artistico molto limitato – mi fermo qui perché non voglio togliervi il piacere di andare a scoprire, dal vivo, le opere di questo insigne artista lombardo. La mostra presso la Galleria di Francesca Boragno rimarrà aperta fino al prossimo 26 marzo.

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