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Elezioni in Regione Lombardia: Giuseppe De Bernardi Martignoni

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de bernardi martignoni
Il candidato gallaratese rivendica la fedeltà ai propri ideali, agli elettori e a quei valori democratici che sono basilari in un partito identitario come Fratelli d’Italia, nel quale egli è entrato quando Giorgia Meloni ne aveva appena assunto la segreteria ed era al 2,5/% dei consensi. Con la medesima coerenza, egli assicura, si occuperà del nostro territorio se verrà eletto in Regione Lombardia

– Enzo Ciaraffa –

Tempo di elezioni, tempo d’interviste e questa volta tocca a Giuseppe De Bernardi Martignoni, candidato alla Regione Lombardia per Fratelli d’Italia e attuale presidente del Consiglio comunale di Gallarate. Partiamo subito con la prima domanda: signor Martignoni, è da due anni che non c’incontriamo, dal tempo delle elezioni comunali, come dire ieri, eppure in così breve tempo sono cambiati il mondo e l’Europa, ma non la politica italiana.

Dipende dai punti di vista…

Di solito in un’intervista non esprimo punti di vista ma faccio domande su fatti concreti, laddove, per esempio, anche per le candidature in Regione nei giorni scorsi non sono mancati bizze, personalismi, alleanze funzionali e designazioni abortite. E se lasciassimo da parte i tatticismi e parlassimo di cose concrete?

Non chiedo di meglio.

Bene. Le Regioni gestiscono buona parte dell’italica burocrazia che, oramai, è “famosa” per questa caratteristica, avviluppa i cittadini in un’insopportabile ragnatela di adempimenti inutili, di domande, marche da bollo e lungaggini che si potrebbero evitare con appena un po’ di buonsenso. Cosa si propone di fare a riguardo se verrà eletto.

In proposito vado ad attingere pari pari al mio manifesto programmatico che prevede l’apertura di uno sportello destinato a creare un filo diretto con le aziende, con gli uffici regionali, territoriali e con i cittadini, in modo da riceverne idee, proposte e soluzioni da portare in Consiglio Regionale, per trasformarle in atti concreti laddove si potrà.

In pratica di che cosa stiamo parlando.

Stiamo parlando di tempi certi per ogni iter burocratico del cittadino lombardo, di sovvenzioni a progetti mirati, di riduzioni fiscali a imprenditori e ad imprese: agevolare, cioè, quelli che creano lavoro.

Certo, però il lavoro, la ricchezza di un territorio, hanno bisogno di progetti trainanti e perfino della proiezione di una “visione” di quel territorio, sennò su che cosa si fonderebbero i piani di sviluppo.

Partiremo, infatti, dal progetto fondamentale per i nuovi cantieri in bacino Malpensa, incrementando anche il periodo di sosta e scarico nell’area di riferimento, come dire un lungo periodo di manutenzioni, e con l’agevolazione di quei lavori che abbiano il requisito green. Tale requisito è fondamentale per me, perché mantenere alti i livelli occupazionali e creare altre infrastrutture non deve per forza significare lo stravolgimento del territorio.

A proposito, che lavoro svolge nella vita di tutti i giorni.

Sono un tassista di antico conio e, pertanto, anche un naturale portatore di alcune istanze della categoria come, per fare degli esempi, il contrasto all’abusivismo e la proposta d’iscrizione a ruolo di bacino aeroportuale per i tassisti e N.C.C. della Provincia.

E ai varesotti tutti cos’altro direbbe il candidato De Bernardi Martignoni per convincerli a votarlo.

È mia abitudine, durante le campagne elettorali, parlare di progetti realizzabili e non di sogni, perciò ai varesotti posso promettere che mi adopererò per accrescere le competenze gestibili dalla sede decentrata di Regione Lombardia in Varese, affinché tutti loro abbiano migliori e più tempestivi servizi.

Un tantinello vago come progetto, faccia qualche esempio un poco più concreto.

Per iniziare, la creazione di un tavolo di lavoro permanente tra Regione Lombardia, la Provincia di Varese, il ministero competente e l’Anas, per definire, in tempi brevissimi, il progetto del tratto stradale Sp 1, da Cittiglio a Luino. A seguire, l’abolizione degli incroci semaforici di Vergiate – Besozzo, al fine di migliorare la sicurezza della Statale 336 e l’ultimazione dei cantieri sulla Pedemontana.

Ci dica qualcosa a proposito dell’ospedale unico Gallarate – Busto Arsizio. Al momento il nostro presidio sanitario cittadino si sta svuotando di figure professionali di un certo rilievo, le quali, perdurando il clima d’incertezza, hanno iniziato a migrare verso strutture sanitarie dal futuro più certo. 

È vero, mi sono accorto che molti specialisti stanno dirigendo sulle strutture di Milano, pertanto inseguirò, in tempi brevissimi, la risoluzione del problema o, almeno, i tempi di realizzo del nuovo ospedale, se non altro per restituire serenità al personale sanitario e, nel contempo, evitare il depotenziamento della prestigiosa struttura.

Adesso risponda a una domanda più politica perché, per fortuna, la politica è fatta anche di sentimenti e d’ideali. Questa la domanda: perché gli elettori dovrebbero votare De Bernardi Martignoni, di quali istanze politiche e ideali è portatore.

Ha detto bene, la politica, almeno quella di Fratelli d’Italia, è fatta ancora d’ideali, che poi sono gli stessi che ci hanno accompagnato nella marcia verso la realizzazione di una democrazia più completa e diretta, fatta d’impegni e di fedeltà al mandato degli elettori, il dimenticato “popolo sovrano”.

Infatti, fedeli a voi stessi, siete arrivati al governo del Paese.

Premesso che la politica servirebbe a poco se non si occupasse anche di aiuti alle famiglie in difficoltà, di riforma della Giustizia, d’immigrazione irregolare e di sicurezza (come sta facendo l’attuale governo), l’attaccamento ai valori nazionali e democratici sono fondamentali in un partito identitario come Fratelli d’Italia, nel quale sono entrato quando Giorgia Meloni ne aveva appena assunto la segreteria e il consenso era accreditato al 2,5%. Con la medesima coerenza mi occuperò del nostro territorio se verrò eletto in Regione.

È una promessa?

È qualcosa di più: è la parola data.

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