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Ad agosto il gregge resta solo

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Dei luoghi di culto hanno bisogno, specialmente in questo periodo, soprattutto gli anziani indigenti che restano soli nelle nostre disumanizzate città poiché le famiglie, i figli e i vicini di casa se ne vanno in vacanza, le città si svuotano e una cappa di “nulla” cala su ogni cosa, sicché resta a far loro compagnia soltanto la chiesa del quartiere
– Enzo Ciaraffa –

 

«Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli è l’Immenso». Questa fu una delle prime nozioni di catechismo che mi fu insegnata da bambino e, a dire il vero, è anche una delle poche cose di quel periodo che riesco a ricordare, ciò per una ragione semplicissima: pur essendo cambiate negli anni molte cose nella mia percezione religiosa, credo nell’onnipresenza di Dio.

Andando indietro con la memoria, riesco perfino a ricordare che una domenica mattina, quando aleggiavano per tutta la casa l’odore del dopobarba di mio padre e del caffelatte di noi ragazzi, chiesi alla mamma mentre mi pettinava perché dovevo recarmi in chiesa per incontrare Dio se, poi, egli era presente dappertutto, anche nella mia stanzetta?

Ci vollero molti anni per capire che una chiesa va frequentata perché per i cristiani essa non è soltanto il luogo di adunanza ma la rappresentazione di un’Idea che, essendo sovrannaturale, non sarebbe facilmente accessibile alla mente umana soltanto mediante le parole. Le chiese, quindi, sono importanti perché vi si raccolgono i fedeli per sentirsi più vicini all’idea di Dio, a maggior ragione quando sono in agguato il dubbio, il dolore, o quella solitudine spirituale e materiale che porta noi mortali a domandarci se per caso essi non siamo soli nell’Universo e che Dio non sia un’invenzione umana.

Dei luoghi di culto hanno bisogno, specialmente in questo periodo, soprattutto gli anziani indigenti che restano soli nelle nostre disumanizzate città poiché le famiglie, i figli e i vicini di casa se ne vanno in vacanza, le città si svuotano e una cappa di “nulla” cala su ogni cosa. Resta a far loro compagnia la chiesa del quartiere, la messa ogni mattina, una preghiera recitata sottovoce nella casa terrena di Dio al vespro. “Restava” – avremmo dovuto dire – perché da un po’ di tempo a questa parte pare che anche le chiese chiudano per ferie, come dire che i pastori se ne vanno in vacanza lasciando incustodito il gregge, lasciando soli proprio coloro che, stante il momento, avrebbero più bisogno della loro presenza.

Forse la Chiesa e i suoi ministri qualche atto di presenza nei momenti di maggior bisogno dei fedeli dovrebbe farlo, sennò non si capisce quale possa essere la loro funzione nella società di oggi, se non quella di pingui percettori dell’otto per mille delle nostre tasse.

E poi?

Tutti in vacanza!

Ma per nostra fortuna Dio non va in ferie.

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