LOADING

Type to search

Home Notizie Principali Top News

Soffiare sul problema della clandestinità è un po’ pericoloso

Share
immigrazione clandestina
Sembra che anche la Corte di Giustizia Europea voglia mettersi contro i popoli degli Stati nazionali che in fatto di gestione dell’immigrazione clandestina hanno fatto sentire più volte la loro disapprovazione nelle urne, anche se l’inevitabile battaglia che dovranno ingaggiare con i burocrati di Bruxelles sul problema ancora non ha preso forma, perché ancora non ha trovato un condottiero capace di organizzarla

*****

Nei giorni scorsi la Corte di Giustizia Europea con sede a Lussemburgo, attivata dal tribunale di Roma per un ricorso presentato da due immigrati irregolari provenienti dal Bangladesh e che il ministero degli Interni voleva rimpatriare, in fatto di rimpatri forzosi ha stabilito che uno Stato membro dell’Unione Europea “Può designare Paesi d’origine sicuri mediante atto legislativo, a patto che tale designazione possa essere oggetto di un controllo giurisdizionale effettivo“. In pratica ha sottratto la funzione cognitiva e decisionale ai governi e quella legislativa ai parlamenti nazionali, che non è proprio cosa da poco. A riguardo alcune domande alla suddetta Corte vengono subito e spontanee: per potervi fondare le proprie sentenze, chi fornirà ai giudici dati certi sulla sicurezza o insicurezza di altri Paesi assunto che, a differenza dei governi, essi non possono contare su di un ministero degli Esteri, di un ministero degli Interni, delle ambasciate e dei consolati che hanno il polso della situazione dei Paesi interessati? Forse saranno i media a fornirli? Oppure i sicofanti alleati del Pd di Elly Schlein, tipo Angelo Bonelli che fa le spiate alle Questure?

Per rendere ancora più surreale la propria decisione, la Corte di Giustizia Europea ha anche stabilito che “Uno Stato membro non può includere nell’elenco dei Paesi di origine sicuri un Paese che non offra una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione”. E qui punge subito un’altra domanda alla suddetta Corte: qual è il Paese al mondo in grado di offrire una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione, posto che anche nello Stato della Chiesa (che conta meno di mille abitanti) avvengono reati e talvolta misteriosi delitti riguardanti la sparizione delle persone? E stiamo parlando di uno Stato terreno che si vorrebbe addirittura ispirato dal Padreterno.

Sempre riguardo alla sentenza, consideriamo un po’ premature le esultazioni delle Sinistre e di alcune toghe (che esultino le Sinistre possiamo capirlo, che esultino le toghe ci preoccupa non poco…), perché questa decisione sarà valida soltanto fino al 12 giugno 2026, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento dell’Ue. Per come la vediamo noi, la decisione della Corte lussemburghese, fintamente super partes e praticamente inattuabile visti gli antinomici principi che esprime, voleva essere l’ultima artigliata al governo italiano di Centrodestra prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sull’immigrazione che, da quanto si sa, comprenderà regole più stringenti.

A meno che (anche) la Corte di Giustizia Europea non voglia mettersi contro i popoli degli Stati nazionali che in fatto di gestione dell’immigrazione clandestina hanno più volte espresso la loro disapprovazione nelle urne, anche se l’inevitabile battaglia che essi saranno costretti a ingaggiare con i burocrati di Bruxelles ancora non ha preso forma, perché ancora non ha trovato un condottiero capace di organizzarla. Ritornando al presente, per fortuna degli italiani e degli europei, visto che il problema sono gli immigrati che arrivano clandestinamente, mentre cotanta Corte di Giustizia scriveva la bislacca sentenza, Giorgia Meloni era in Tunisia e in Turchia per stringere accordi che ne raffrenino le partenze, facendosi guidare da un principio semplice: meno immigrati arriveranno in Italia e meno trippa ci sarà per certi gatti rossi e neri.

A meno che i giudici non sentenzino che neppure i leader di Tunisia e Turchia offrono garanzie di protezione alle popolazioni a causa del loro scarso tasso di democraticità. È una boutade, ma non vorremmo aver fornito alla magistratura italiana un’idea per stoppare, in ogni caso, l’operato del governo sull’immigrazione clandestina. Ma stì magistrati li ha votati qualcuno? E continuando ad intromettersi impropriamente nell’attivià dell’esecutivo, continuando ad alimentare con le loro sentenze il senso d’impunità della marmaglia che ci arriva in casa da ogni contrada del mondo, veramente essi pensano che, poi, gli italiani diranno no ad un eventuale referendum sulla riforma della giustizia che sta portando avanti il governo?

Potrebbe interessarti anche La vita è un viaggio che ci piace dall’inizio alla fine

Tags:

You Might also Like