Francia: una settimana di ordinario declino
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A ricordare al povero Macron la caducità della vita di coloro che incarnano il potere in Francia, l’altrieri è entrato nel carcere de La Santé uno dei suoi predecessori, Nicolas Sarkozy, condannato a scontarvi cinque anni per associazione a delinquere
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Il re di Francia Luigi XIV riteneva che il suo potere fosse illimitato e che, anzi, lo Stato dovesse identificarsi con la sua stessa persona, tant’è che era solito affermare che “L’État, c’est moi!”. Purtroppo per la sua dinastia, la storia sancì con la testa di suo nipote Luigi XVI (ghigliottinato dai rivoluzionari francesi nel 1793) che lo Stato non sono i sovrani ma il popolo. Ebbene, se tra il Re Sole e il nipote decapitato passarono due generazioni, il presidente Emanuel Macron, in meno di otto anni, si sta ghigliottinando da solo dal momento che, vuoi per inesperienza politica, vuoi per narcisismo congenito, vuoi per arroganza da finanziere dei Rothschild, vuoi perché vive disconnesso dalla realtà del suo Paese, in questo momento è l’uomo più odiato di Francia. La situazione è talmente caotica che negli ultimi due anni egli ha dovuto nominare sei primi ministri per tentare di realizzare alcune necessarie riforme del sistema amministrativo, a maggior ragione dopo che l’agenzia di rating finanziario S&P Global ratings ha declassato il debito sovrano della Francia. Ma anche dalla politica estera Macron non ha portato niente a casa perché, chi è politicamente debole nel suo Paese, non può sperare di diventare un gigante all’estero e, rivendicando questo ruolo, non sarebbe neppure credibile.

Come se non bastasse, a rappresentare plasticamente il declino della Francia macroniana, quattro giorni fa alcuni ladri, arrivati su due di quegli scooter che di solito utilizzano gli adolescenti, si sono introdotti nel Louvre mediante un montascale da elettricisti e, in appena sette minuti, hanno razziato dal museo più sorvegliato al mondo la bellezza di otto gioielli d’inestimabile valore, appartenenti allo Stato in quanto ereditati dai sovrani francesi del passato. Sono stati portati via: una tiara imperiale con oltre 1.000 diamanti, un collier di zaffiri e alcuni pendenti con smeraldi. Macron ha assicurato ai francesi, piuttosto sconcertati per l’inefficienza della sorveglianza del Louvre, che «Recupereremo i gioielli».

Sarà un po’ difficile riuscirvi se il recupero non avverrà nelle prossime ore perché, più tempo passa, più aumenta la possibilità che le pietre preziose vengano staccate dai manufatti d’oro e vendute senza possibilità di essere rintracciate. Le president non aveva neppure finito di rassicurare i suoi connazionali, che un nuovo furto ha destabilizzato il patrimonio culturale francese: altri ladri (a meno che non siano gli stessi del Louvre…) hanno rubato in tutta calma un tesoro in antiche monete d’oro custodite al museo Maison des Lumières Denis Diderot di Langres! E, in questa settimana nera, a ricordare al povero Macron la caducità della vita di coloro che incarnano il potere in Francia, l’altrieri è entrato nel carcere de La Santé uno dei suoi predecessori, Nicolas Sarkozy, condannato a scontarvi cinque anni per associazione a delinquere.

Ovviamente, noi non gioiamo dei problemi politici che Macron sta creando al suo Paese, anche perché alcuni di quei problemi, alla fine, potrebbero diventare i problemi di tutta l’Unione Europea. Però ci piacerebbe che qualcuno nel nostro Paese cominciasse a interrogarsi sul perché le leadership europee di Sinistra stanno tramontando ovunque.
(Copertina di Donato Tesauro)
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