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Il tragico Paese dei barattoli vuoti

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barattoli vuoti
Quello dei vuoti ideali e funzionali è diventato un altro dramma italiano perché, laddove i cittadini si aspettano che le istituzioni nazionali facciano il lavoro per il quale furono previste in Costituzione e foraggiate con le tasse pagate dai contribuenti, esse operano spesso tradendo la loro funzione statuale

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Uno dei divertimenti preferiti da noi bambini del primo dopoguerra era quello di far rotolare a calci dei barattoli vuoti per la strada, anche perché nelle nostre famiglie non v’erano i soldi da destinare all’acquisto di giocattoli veri. In realtà, non era tanto il correre dietro a dei barattoli di stagnola che ci intrigava, ma il rumore che essi producevano rotolando sul basolato, perché essendo privi di contenuto erano, allo stesso tempo, origine e amplificatori del rumore. Tale combinazione metteva allegria a noi bambini e ci faceva sentire molto creativi con niente. Soltanto da grandi avremmo realizzato che, in qualsiasi campo, i barattoli vuoti sono quelli che fanno più rumore, proprio come nella nuvoletta dei fumetti… rumble-rumble-rumble.

Sul quotidiano “Libero” dello scorso 26 agosto, lo scrittore e giornalista cattolico Antonio Socci, riferito al meeting di Comunione e Liberazione fondato da don Luigi Giussani e tenutosi anche quest’anno a Rimini, si è domandato: «Cos’è oggi il meeting di Rimini di cui parlano i media? E cos’è accaduto a Comunione e Liberazione? Possibile che siano arrivati a identificarsi con un personaggio ideologicamente agli antipodi di don Giussani come Mario Draghi, spingendo la venerazione nei suoi confronti addirittura fino ad accenti messianici?». Nell’accorato articolo, si è inteso che, dopo la morte di don Giussani, Comunione e Liberazione ha perso la sua funzione di educatrice della fede cristiana della nostra società a partire dai giovani, anzi i giovani se li è persi per strada se è vero che – come riferisce Socci nel suo articolo – al giubileo dei giovani i ciellini erano appena in 700. Insomma, a volerlo sintetizzare con buona chiarezza, Comunione e Liberazione si è ridotta a un contenitore vuoto come i barattoli della nostra infanzia… rumble-rumble-rumble.

Purtroppo, quello dei vuoti ideali e funzionali è diventato un altro dramma italiano perché, laddove i cittadini si aspettano che le istituzioni facciano il lavoro per il quale furono volute dalla Costituzione, esse in realtà operano quasi sempre immemori della loro funzione istituzionale. Alcuni esempi?  La Magistratura, un tempo maestosa e rassicurante, si è auto-svuotata di credibilità e, per tale ragione, è diventata l’istituzione più in uggia alla maggior parte degli italiani di ogni fede politica, i quali, ormai, la percepiscono inefficace (vds. il pateracchio di Garlasco), faziosa, politicizzata (vds. l’Anm) e contro di loro, specialmente sul tema dell’immigrazione… rumble-rumble-rumble.

Un altro barattolo semivuoto è la Sanità, nonostante la maggior parte delle tasse pagate dai cittadini se ne vada per finanziarla… rumble-rumble-rumble.

Poi, pensavamo di avere a proteggerci delle Forze Armate che fossero almeno di “dissuasione minima” e, invece, pochi giorni fa il Ministro della Difesa ci ha informati (e ha informato i nostri potenziali nemici…) che, in buona sostanza, non siamo in grado di competere militarmente neppure con la gendarmeria del Vaticano… rumble-rumble-rumble.

Oddio, non è che sia messa meglio la classe politica in generale, dove si distingue quella di Sinistra, perché se andiamo a dare un’occhiata in fondo al suo barattolo, non troviamo niente, perché il partito che nacque per difendere i ceti svantaggiati, la legalità repubblicana (sennò col cazzo che avremmo sconfitto il terrorismo brigatista) e guidare le grandi lotte operaie, adesso accetta  la firma di contratti da cinque euro l’ora da parte del sindacato di riferimento, si occupa esclusivamente dei diritti della lobby gay e si ritrova puntualmente intruppata con coloro che menano alle forze dell’ordine o, più in generale, sfidano o violano deliberatamente le leggi della Repubblica.

Anzi, oggi per sperare in una candidatura a Sinistra presso il Parlamento/Europarlamento bisogna avere le giuste “credenziali” e cioè avere infranto almeno una volta l’articolo 54 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”. Come dire che la Sinistra italiana, quella della Costituzione più bella del mondo, è la prima a tradirla dilapidando, peraltro, un patrimonio storico blasonato, perché di quanto Gramsci, Togliatti e Berlinguer misero nel suo barattolo non è rimasto niente, se non una segretaria che paga trecento euro l’ora una persona detta armocromista soltanto per farsi dire come abbinare i vestiti griffati che indossa… rumble-rumble-rumble.

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