LOADING

Type to search

Analysis Home Notizie Principali Top News

Il Generale, l’ennesimo errore del Capitano

Share
Matteo Salvini
Matteo Salvini ha dichiarato che si fidava di Vannacci soltanto perché avevano siglato un’alleanza con una stretta di mano, senza capire, il Capitano, che la stretta di mano può andar bene per la compravendita di una pariglia di buoi alpini, non in politica dove un minimo di fiuto per gli uomini è indispensabile per un capo politico

*****

Lo stupido, quando lo è irrecuperabilmente, non è neppure in grado di rendersi conto di essere lui il primo testimonial della propria stupidità: basta che apre la bocca. A proposito dell’uscita del Generale Roberto Vannacci dalla Lega, che nel 2024 lo aveva candidato al Parlamento Europeo dov’è tutt’ora, Matteo Salvini nel corso di un’intervista ha dichiarato che «Mi sono fidato della parola di un uomo, perché per me quando uno mi stringe la mano e prende un impegno vale più del notaio». E bravo il genio, il capitano, lo stratega dalle grandi introspezioni psicologiche: la stretta di mano a sugello di un patto può andar bene per la compravendita di una pariglia di buoi alpini, non in politica dove un minimo di fiuto per gli uomini e per i loro programmi è indispensabile per un capo. La verità è che Salvini si è fatto turlupinare anche dal furbo Generale che ha utilizzato la Lega come un taxi per andare a Bruxelles e lui come un tassista idiota che, invece di farsi pagare la corsa dal passeggero, gli regala uno stipendio complessivo da 19.000 euro al mese.

Posto che a noi interessa meno che niente la fellonia di Vannacci, che consideriamo soltanto la versione più pulita di Pappalardo, per il quale peraltro non preconizziamo un brillante futuro in politica, né per lui, né per il suo partito “Futuro Nazionale”, vorremmo compenetrare i processi mentali alla base dei macroscopici errori di valutazione che commette il segretario leghista senza mai pagare il dazio. E sì, perché di assurdità il suo curriculum politico è zeppo, come quella del 2019, quando irretito dal 35% preso dalla Lega alle elezioni europee, pensò di fare un en plein facendo cadere il governo del quale era vice premier, con l’obiettivo di andare ad elezioni anticipate a ferro caldo nell’illusione di rastrellare addirittura il 50% delle preferenze.   

All’epoca dei fatti sospettammo che alla base di quel disastroso calcolo ci fosse la sua sprovvedutezza perché – e furono in molti a pensarlo – si era fatto irretire da Matteo Renzi che non vedeva l’ora di diventare l’ago della bilancia del PD e del governo che sarebbe seguito a quello gialloverde. E, infatti, quindici giorni dopo entrava in carica il secondo governo di Giuseppe Conte appoggiato sempre dai grillini, da Italia Viva di Matteo Renzi ovviamente e dal Partito Democratico, mentre lui e la Lega venivano condannati all’irrilevanza politica. Come se non ne avesse già combinate abbastanza, il capitano appoggiò il governo Draghi imposto da Mattarella alla caduta del Conte Due per la solita stilettata interscapolare di Renzi.  E con tutte queste cazzate del suo segretario, ci meravigliamo perfino che, nel giro di sette anni, la Lega abbia perduto soltanto il 28% dei consensi, ma siamo certi che Matteo Salvini saprà fare anche di meglio riportandola al 4%.

Ammettiamo di non avere un lessico infinito di aggettivi per poter rendere al meglio la stupidità umana e, pertanto, dobbiamo ricorrere alla buonanima del professore Carlo Maria Cipolla autore del saggio Allegro ma non troppo: “Il fatto che l’attività ed i movimenti di una creatura stupida siano assolutamente erratici ed irrazionali, non solo rende la difesa problematica, ma rende anche estremamente difficile qualunque contrattacco, come cercare di sparare ad un oggetto capace dei più improbabili ed immaginabili movimenti”. Come dire che, alla fine, l’arma segreta di alcuni individui è la loro stupidità perché li rende inafferrabili.

Giusto per chiudere con Vannacci, crediamo che in un sistema politico di coalizioni su base bipolare, il suo partito, checché ne dicano i sondaggi venti mesi prima delle elezioni politiche del 2027, farà la fine di “Italia dei Valori” di Antonio Di Pietro, di “Futuro e Libertà” di Gianfranco Fini e di “Scelta Civica” di Mario Monti: scomparirà. Ciò perché se è vero che il Matteo è fesso, è altrettanto vero che il Generale si è rivelato un soggetto inaffidabile, pronto a rimangiarsi la parola data e l’onore pur di raggiungere i suoi personali obiettivi, e di gente da niente il nostro Parlamento è già pieno.

Potrebbe interessarti anche Eroe e bravo ragazzo

Tags:
Previous Article

You Might also Like