Quante facce avrà la Sinistra nel nuovo anno?
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Temendone l’insussistenza politica in quella che promette di essere la più cattiva campagna elettorale degli ultimi anni, per le elezioni del 2027 nel Pd si comincia a pensare di proporre quale candidata premier Silvia Salis al posto di Elly Schlein, neutralizzando così anche le ambizioni di premier del campo largo di Giuseppe Conte
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A volte la storia è bizzarra perché accomuna eventi e persone che in condizioni normali non si sarebbero mai neppure incontrate. A riguardo di questo assunto, partiamo dal domandarci qual è il filo grigio che unisce la segretaria del PD Elly Schlein, il sindaco di Genova Silvia Salis, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo ed il procuratore capo della città della lanterna Nicola Piacente. Noi un’idea a riguardo ce la siamo fatta: il filo grigio che unisce questi personaggi è l’inizio della campagna acquisti per le elezioni politiche del 2027. E, come si sa, quando si avvicinano le scadenze elettorali (senza considerare il referendum sulla riforma della magistratura della prossima primavera) i capataz politici sono soliti arruolare star, starlette, magistrati e magistrini.
Partiamo da Elly Schlein, l’impreparata segretaria del Pd il cui programma politico consiste in un guazzabuglio di frasette ad effetto, di slogan e di sistematico taroccamento della realtà, tanto da far impensierire alcuni personaggi di rilievo del partito per la sua vacuità. Costoro, infatti, iniziano a porsi la nostra stessa domanda: quali possibilità avrà di convincere almeno gli elettori del Pd questa ragazzotta formato collettivo studentesco in mesi di confronti diretti con Giorgia Meloni, durate la campagna elettorale per le politiche dell’anno prossimo? Nessuna, secondo noi, perché l’esperienza e la lunga militanza politica della premier in cerca della riconferma a Palazzo Chigi ne farebbe polpette in ogni confronto diretto e indiretto.

La seconda domanda dei capoccia piddini pare sia stata la seguente: chi proponiamo come candidata premier al posto di Elly, ottenendo il duplice effetto di avere una persona più presentabile dell’attuale segretaria e, allo stesso tempo, tagliar fuori Giuseppe Conte dalla corsa come futuro, eventuale premier del campo fragile largo? Sicché, stando ai rumors e nonostante la diretta interessata continui a schermirsi, si sta pian piano rafforzando il progetto della candidatura di Silvia Salis quale competitrice della Meloni alle prossime politiche.
Ciò perché, almeno dal punto di vista dell’immagine, la sindaca di Genova non è una scartina, dal momento che è stata atleta olimpionica nel lancio del martello, vice presidente vicario del Coni, ha appena strappato il suo Comune al Centrodestra ed è (da quanto ci risulta) moglie e mamma felice. Inoltre, quando apre la bocca non dice castronerie a getto e, cosa che non guasta, è una bellissima donna. Insomma, avrebbe un grande appeal da spendere in campagna elettorale, nulla a che vedere con la plumbea, scontata, banale segretaria del suo partito.
Oddio, a noi alla peggio andrebbe pure bene così perché un’eventuale premier come Elly Schlein non sarebbe da augurare a nessun Paese al mondo anche se, a nostra volta, ci chiediamo se la Sinistra abbia messo in conto (ma non lo crediamo, il ragionamento sarebbe troppo di fino) che l’eventuale candidatura di Silvia Salis manderebbe in discarica almeno una trentina d’anni di strombazzati principi sui diritti civili e tutti i balli di Elly Schlein sui carri dei gay pride. E sì, perché dopo averci martellato gli zebedei con i diritti delle comunità lesbiche, gay, bisessuali, transgender intersessuali, asessuali, eterosessuali, cisgender, queer e dei questioning (abbiamo dimenticato qualche sigla?), per tentare di vincere le elezioni la Sinistra si affiderebbe perfino ad una bellissima donna, alla “bona” di turno insomma, come dire una donna che di più normale, di più tradizionale, di più “reazionaria” non potrebbero esistere!
E veniamo ai magistrati Giovanni Melillo e Nicola Piacente i quali, quasi a scusarsi per un lavoro meritoriamente fatto con ventuno anni di ritardo sul caso Hamas – Hannoun, in una nota ufficiale congiunta hanno tenuto a precisare che le loro indagini «…non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale…». Beh, se fossimo dei malpensanti, sospetteremmo che il dichiararsi sulle stesse posizioni della Sinistra laddove non era richiesto dal loro ruolo non sia stato casuale… .

Insomma, a questo punto diviene difficile non essere d’accordo col presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, quando parla d’incredibili giudizi politici espressi dai due magistrati su Israele e il Medio Oriente. Melillo, peraltro, è già stato capo di gabinetto del ministro della Giustizia piddino Leoluca Orlando.
E questo forse aiuta a capir meglio il perché di certe esternazioni improprie che, come osservato da Francesco Verderami in una trasmissione di approfondimento, hanno portato un altro mattone alla costruzione della vittoria dei “SÌ” nel prossimo referendum sulla giustizia. Ciò perché, dopo aver appalesato un orientamento politico pregiudizialmente sfavorevole ad Israele, in veste di requirenti o giudici – perché attualmente questo scambio di ruoli è possibile – essi sarebbero credibili come giudici o PM in un eventuale processo a carico di un ipotetico filo-israeliano a giudizio in Italia? Assolutamente no.

Ben venga, allora, la riforma della magistratura proposta dal governo se serve ad evitare corti circuiti di questo tipo a danno degli italiani, già abbastanza nauseati da oltre trent’anni di sue entrate a gamba tesa nella politica. I magistrati, che ormai vivono in una bolla di autoreferenzialità, farebbero bene a scendere tra la gente, a guardarsi intorno, così prenderebbero atto di un sentimento che è la prima delle cause che sono alla base della catastrofe di ogni stato di diritto: la maggior parte degli amministrati non si fida più di loro!
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