C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi di antico
Share
Ove esistesse, veramente, un progetto del Centro per occupare le due principali cariche delle nostre istituzioni assieme alla Sinistra, il solo fatto di doversi mettere in combutta con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli farebbe ridere i polli oltre che far piangere i mercati e perfino lo spread, perché ritornerebbe al governo anche l’orda barbarica dei tassaioli della sinistra estrema
*****
Per quanto non ci iscriviamo nell’elenco dei dietrologisti, perché già zeppo di nomi alcuni dei quali anche illustri, vi sono degli accadimenti che inducono per forza a qualche riflessione dal momento che, sebbene apparentemente scollegati tra loro, sembrano tutti tendere allo stesso fine. D’altronde, basta mettere cronologicamente in fila gli accadimenti politici degli ultimi sette mesi per iniziare a provare un indefinibile senso d’inquietudine per le sorti della nostra democrazia rappresentativa. Cerchiamo di capire il perché.
Il 15 gennaio di quest’anno l’ambasciatrice Elisabetta Belloni si è dimessa in anticipo dall’incarico di direttore del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza – Dis, un’agenzia fondamentale per il sistema informativo della Repubblica. È il caso, prima di andare avanti, di ricordare che nel gennaio del 2022 il suo nome era stato proposto, e fino a un certo punto ampiamente sostenuto, per andare a occupare il posto di Mattarella al Quirinale dopo il suo primo settennato. Non se ne fece niente perché Matteo Renzi si mise di traverso e, come a tutti noto, venne riconfermato Mattarella.
L’11 giugno scorso, Matteo Renzi, che nonostante lo striminzito consenso elettorale di cui gode nel nostro Paese è un presenzialista della politica e può vantare anche un certo afflato con i servizi segreti, sul social network X si è lasciato andare a un’esortazione che sa di cospirazione in divenire: «Non possiamo permetterci che la Destra governi ancora, dobbiamo costruire un’alternativa». Stava pensando a Forza Italia?
Sarà una coincidenza, ma il 3 luglio, a meno di un mese dall’abortito referendum del 6-7 giugno (dove anche una cospicua fetta di elettori di Sinistra ha detto di non volerne sapere di facilitare la concessione della nazionalità agli immigrati), il segretario nazionale di Forza Italia, nonché vice premier e ministro degli esteri Antonio Tajani, ha tirato di nuovo fuori dal cilindro la cittadinanza agli immigrati tramite lo Jus Scholae. Si tratta di un’idea che alla Sinistra va benissimo ma è osteggiata dallo schieramento politico del quale egli fa parte, che potrebbe passare soltanto se sul voto per una proposta di legge a riguardo si formasse una diversa alleanza-maggioranza in Parlamento. Questo costituirebbe la caduta del governo Meloni, ma per Tajani si rialzerebbero le chance di essere votato dallo schieramento di Sinistra nelle elezioni quirinalizie se fossero alle viste. Questo in linea puramente teorica.
Il 7 luglio Elisabetta Belloni si è dimessa (anche stavolta in anticipo sulla scadenza naturale) dall’incarico di consigliere diplomatico della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. A questo punto i casi sono due: o la signora non riesce proprio ad andar d’accordo con i suoi capi politici, ancorché se donne, oppure ha i report giusti (e chi se non lei!) per sapere quando rendersi libera per mettersi nella posizione di “riserva della Repubblica”.
È logico che, a questo punto, sorgano tre interrogativi in chi ci legge. Il primo: riserva di chi? Il secondo: a Palazzo Chigi non è ben salda Giorgia Meloni? Il terzo: al Quirinale non regna Mattarella? Tra l’altro, sarebbe troppo presto per mettersi a tessere ragionevoli alleanze per eleggere le due principali figure delle nostre istituzioni, dal momento che la legislatura finirà tra due anni e il presidente Mattarella cesserà dall’incarico fra quattro. A meno che qualcuno non sappia cose che a noi mortali sfuggono o, più semplicemente, stia mettendo cinicamente le mani avanti, contando sulla sopravvalutata fronda di Tajani e sul fatto che il presidente in carica (al quale auguriamo lunga vita) ha già ottantaquattro anni e con il cuore non proprio in eccellenti condizioni…
Ma se le cose dovessero stare veramente così sarebbe un progetto del menga perché taglierebbe le palle proprio a coloro che vorrebbero favorirlo e che, da sempre, si proclamano appartenenti al Centro delle rispettive alleanze politiche. Ciò perché, per il solo fatto di essere realizzato in combutta con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli, il loro progetto farebbe ridere i polli e piangere i mercati e lo spread, perché ritornerebbe al governo l’orda barbarica dei tassaioli della Sinistra più i giacobini della Sinistra estrema. E questo, se non altro per tutelare i loro interessi, pare lo abbiano capito anche i “proprietari” di Forza Italia sebbene tardivamente.
Infatti, il 9 luglio scorso, durante la presentazione dei nuovi palinsesti di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi ha stoppato le velleità frondiste di Antonio Tajani per il tramite dello Jus Scholae: «Condivido in linea di massima il principio, onestamente ho dubbi sulla priorità. Non mi sembra una necessità tra le prime per gli italiani. Tempi e modi mi vedono un po’ scettico – Mi spiace per Tajani ma sono più contro che a favore, perché non è il momento». E quel che è peggio, dopo la sconfessione di Pier Silvio il proconsole di Forza Italia è stato convocato da Marina Berlusconi che è la cazzuta presidente di Fininvest e del gruppo Mondadori, per fare il punto della situazione prima della pausa estiva, assicurano le agenzie di stampa; per ricevere un solenne cazziatone, sospettiamo noi.
E ciò non perché ai fratelli siamesi di Fininvest sarebbe dispiaciuto un governo a collocazione centrista, anzi, ma soltanto perché Tajani (che non è Richelieu) non ha saputo organizzare il colpo di mano con il quale ha fatto illudere brevemente la Sinistra e l’establishment di riferimento, rivelandosi una cazzaro per tempi e modalità seguite. Povero Tajani, sembra davvero quel Cimabue dei Caroselli pubblicitari di una volta: fa una cosa e ne sbaglia due. Che sia veramente uno sfigato, come lui stesso si è definito?
Potrebbe interessarti anche L’auto impiccagione stellata della Svizzera


