Ferragosto di un Paese che va all’incontrario

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Il governo di Destra presieduto da Giorgia Meloni ha appena varato un provvedimento caro alla Sinistra: la tassa sugli extraprofitti bancari introdotta con un decreto legge che, peraltro, va contro quelle banche che tradizionalmente sostengono i governi conservatori. Una roba da socialismo reale se non proprio da kamikaze perché adesso le opposizioni chiederanno di tassare anche gli extraprofitti delle imprese, ovvero quelli dell’altro suo, più vasto, bacino elettorale

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C’è uno spettro che ha preso a girare per l’Italia ed è quello del senso comune o, se preferite, del buonsenso, che in questi afosi giorni che precedono il ferragosto, in cui il sole picchia ferocemente sulle nostre zucche, si sta insinuando nei palazzi della politica, nelle nostre case, nelle nostre menti, nei nostri cuori e perfino sotto gli ombrelloni dove auspichiamo si trovi la maggior parte della gente in questi giorni.

Volete alcuni esempi recenti della latitanza del senso comune delle cose?

Nel gennaio del 2015 il salario minimo fu fissato a 8,5 euro l’ora, con l’obiettivo di rivederlo ogni due anni. Infatti, nel 2018 è stato poi portato a 8,84 euro, nel 2019 a 9,19 euro l’ora e già dal 2020 si prevedeva di portarlo a 9,35 mentre la Sinistra vorrebbe fissarlo per legge a 9 euro, laddove neppure il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali prevede una soglia minima dei salari perché, una volta fissati i principi di base per determinarla, chiarisce che la specifica materia è demandata alla contrattualistica tra i sindacati e i datori di lavoro dei singoli Paesi. «Ma questo – si è domandato la signora delle pulizie che viene a casa nostra – significa che al posto dei dodici euro l’ora di oggi in futuro ne prenderò soltanto nove?». E per come si stanno mettendo le cose ciò potrebbe accadere… non era meglio il taglio strutturale del cuneo fiscale che determina la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il compenso netto a prevalente beneficio del dipendente?

A Romano di Lombardia in provincia di Bergamo, schiacciato dalle migliaia di forme di grana padano nel capannone di stagionatura, è morto l’imprenditore agricolo Giacomo Chiapparini, un uomo dedito al lavoro e alla famiglia, che si era fatto da solo partendo da mezzadro e arrivando a produrre 270 quintali di latte al giorno e quindicimila forme di formaggio ogni anno. Ebbene, nonostante tali precedenti, nella lettera di commiato al padre letta ai suoi funerali i figli aciduli hanno tra l’altro scritto «Ci dispiace che a noi figli tu non abbia mostrato l’amore attento e affettuoso come altri padri». A parte il fatto che per muovere rimostranze a un genitore non si aspetta il giorno dei suoi funerali, proprio non riusciamo a capire questa gratuita requisitoria post-mortem di alcuni figli ingrati contro un padre forse troppo assorbito dall’intento di lasciarli milionari col suo duro lavoro.

Pochi giorni fa, a Zungri di Vibo Valentia, un drone della Regione Calabria ha sorpreso un nonno, probabilmente affiliato alla ndrangheta della speculazione edile, mentre “guidava” il nipotino di una diecina d’anni ad incendiare un bosco come fosse la cosa più normale del mondo. E pensare che un tempo non molto lontano i nonni esortavano i bambini a compiere buone azioni e a stare lontani dalle cattive compagnie.

E poi c’è stata l’assoluta mancanza di senso comune da parte del governo di Destra presieduto da Giorgia Meloni che ha appena varato un provvedimento caro alla Sinistra e, ovviamente, alla Cgil: la tassa sugli extraprofitti bancari introdotta con un decreto legge che, peraltro, va contro quelle banche che storicamente sostengono i governi conservatori. Una roba da socialismo reale se non proprio da kamikaze perché adesso le opposizioni chiederanno di tassare anche gli extraprofitti delle imprese, ovvero a quelli del suo ancor più vasto bacino elettorale. E non è ancora arrivata la stangata d’autunno sui prezzi al consumo e l’impazzimento di un’immigrazione quasi fuori controllo mentre è al governo una compagine politica che, quando era all’opposizione, voleva attuare addirittura il blocco navale per fermarla e ripristinare, così, un minimo di sicurezza sociale a fronte di un’insicurezza aumentata a dismisura con l’arrivo di oltre 90.000 immigrati in soli sette mesi. Ormai gli immigrati (irregolari) di ogni etnia e colore te li ritrovi dappetutto, e quasi sempre dediti a losche attività.

Basti pensare che per difendersi dai balordi, violenti e spacciatori provenienti dall’estero, gli abitanti di Mestre hanno cominciato a collocare rotoli di filo spinato sulle recinzioni delle loro case… a quando le torrette con le mitragliatrici?

Ma bando alle poco rosee previsioni per il futuro di questo disgraziato Paese privo di coerenza oltre che di senso comune e, almeno voi che per ferragosto sarete al mare, in montagna oppure ai laghi, recuperatelo quel senso: fottetevene della politica almeno per qualche settimana!

(Copertina di Laura Zaroli)

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